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Coppia di fiasche da farmacia di maiolica. Milano, Manifattura Felice Clerici, 1770 - 1780

Codice: 328066
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Epoque : Deuxième moitié du XVIIIème siècle
Catégorie  : Faïences anciennes
Exposant
Subert
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Coppia di fiasche da farmacia di maiolica. Milano, Manifattura Felice Clerici, 1770 - 1780 
Description:

Coppia di fiasche da farmacia di maiolica
Milano, Manifattura Felice Clerici, 1770-1780
h cm 24 x cm 15,5 di diametro
Stato di conservazione: intatte

Le fabbriche di maiolica e porcellana nel Settecento appartenevano principalmente alle grandi casate reali o comunque a quelle nobiliari che facevano della fabbricazione di opere ceramiche un motivo di prestigio. A Milano, sotto Maria Teresa d’Austria, assistiamo invece all’apertura di nuove manifatture che, in virtù delle privative concesse dal governo, assumevano un vero e proprio rischio d’impresa, dando vita a fabbriche fiorenti, tra queste quella di Felice Clerici, con produzioni tra le più eleganti e richieste del momento. L’imprenditore fondò la propria impresa nel 1745 inserendosi brillantemente nella nuova corrente stilistica europea che vede la maiolica pienamente in competizione, per gusto e raffinatezza produttiva con la porcellana europea.

Le due fiasche in maiolica hanno corpo globulare, alto collo terminante in un’imboccatura arrotondata e dotata di un piccolo becco per favorire la fuoriuscita del liquido; poggiano su un basso calice con piede arrotondato a base concava.
L’impostazione dell’ornato, con nodi di nastri sottili e festoni floreali sulla spalla, circonda sul fronte un elegante medaglione decorato da un paesaggio in grisaille color porpora. Un motivo a foglia d’acanto stilizzata guarnisce il calice, mentre il collo mostra un disegno a falso bugnato. Al centro dei vasi la scritta apotecaria in carattere corsivo delineato in bruno di manganese ne indica il contenuto: acqua di sambuco (Sambuco: la corteccia veniva usata come purgante, i fiori come stimolanti e sudoriferi, i frutti per la dissenteria) e Acqua di spermaran (Sperma di rane o Sperniola: adoperato per rinfrescare, raddolcire i dolori e le infiammazioni. Cristoforo Masino, Voci di Speziera dei secoli XIV-XVIII, Piacenza 1988).
I colori sono vivaci con prevalenza di verde ramina e ampio uso di porpora.


Alcuni pezzi della stessa serie sono conservati in collezioni private milanesi e un orciolo è esposto nelle vetrine del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.
Gli elementi secondari del decoro hanno un disegno simile a quello dei vasi della Farmacia dell’Ospedale della Carità di Novara (oggi esposti nel Museo Civico di Novara (nn. inv. 155-165), a Palazzo Madama a Torino e nelle Civiche Raccolte del Castello Sforzesco (nn. inv. 369 e 1471). Questi vasi, in passato tradizionalmente considerati lodigiani, torinesi o pesaresi, hanno trovato una corretta attribuzione grazie agli studi di Raffaella Ausenda che ne ha dimostrato la provenienza milanese. Cit. in Raffaella Ausenda, Vasi da Farmacia di Felice Clerici, in Atti XLI Convegno Internazionale della Ceramica, Savona 2008, pp. 39-40 e cfr. Raffaella Ausenda in Ausenda, a cura di, Musei d’Arti Applicate, Tomo II, Milano 2001 n. 364, p. 385.