Découvrez les dernières acquisitions de nos antiquaires
Plongez dans l'univers fascinant des Antiquités Orientales et laissez-vous transporter par la richesse et la diversité des cultures d'Asie et du Moyen-Orient. Notre galerie est fière de présenter une sélection exquise d'objets d'art, témoins silencieux de civilisations millénaires, de la Chine impériale à l'Empire Ottoman, en passant par les dynasties indiennes et les califats islamiques.
L'Orient, berceau de civilisations grandioses, a donné naissance à des formes d'art d'une beauté et d'une ingéniosité incomparables. Nos collections incluent des pièces maîtresses de l'art chinois, telles que des porcelaines Ming et Qing d'une finesse inégalée, des bronzes rituels Shang et Zhou, des jades sculptés aux motifs complexes, et de la calligraphie expressive. L'art japonais est représenté par des estampes ukiyo-e, des laques raffinées et des céramiques délicates, tandis que l'Inde et l'Asie du Sud-Est nous offrent des sculptures bouddhiques et hindoues empreintes de spiritualité, ainsi que des textiles somptueux.
L'art islamique, riche et diversifié, s'étend sur un vaste territoire géographique et temporel, du VIIe siècle à nos jours. Notre sélection met en lumière la grandeur de cet héritage à travers des tapis persans et ottomans aux motifs géométriques et floraux hypnotiques, des céramiques lustrées, des manuscrits enluminés aux calligraphies d'une beauté divine, et des objets en métal incrusté. Chaque pièce raconte une histoire de foi, de savoir et d'esthétisme, caractéristique de l'âge d'or des sciences et des arts dans le monde islamique.
Pour approfondir vos connaissances sur l'art oriental, nous vous invitons à visiter les collections permanentes du Musée National des Arts Asiatiques - Guimet à Paris, une référence mondiale en la matière. Pour l'art islamique, le Département des Arts de l'Islam du Louvre offre une perspective unique sur la richesse de cette civilisation.
Chaque acquisition dans notre collection d'Antiquités Orientales est le fruit d'une recherche méticuleuse, garantissant l'authenticité et la provenance de ces trésors. Nous nous engageons à offrir à nos clients des pièces d'exception, chargées d'histoire et d'une valeur artistique inestimable.
L'autenticazione richiede l'analisi sinergica di più elementi. Oltre al marchio di regno (spesso imitato), un esperto valuta l'impasto d'argilla (il caolino), che nei pezzi antichi presenta impurità ferrose e microscopiche bolle d'aria asimmetriche nell'invetriatura. Anche l'usura naturale della base (il "piede" non invetriato) e la qualità del cobalto (es. il blu di transizione) sono indicatori chiave che distinguono un originale da un falso moderno.
L'autenticità si valuta analizzando diversi fattori: la base dell'oggetto (il 'piede'), che spesso non è smaltata e rivela la texture e il colore dell'argilla grezza; la presenza di piccole imperfezioni di cottura come i cosiddetti 'punti di ferro'; e la tonalità del blu cobalto sotto vetrina, che nelle epoche Ming o Qing presenta sfumature e profondità uniche. I marchi imperiali (Nian Zhi) sono indicativi ma vanno studiati con cura, poiché venivano spesso apposti anche in epoche successive come segno di tributo al passato. Per il mercato italiano, è sempre consigliabile richiedere una perizia scritta che attesti l'epoca e lo stato di conservazione.
I mobili dell'antiquariato orientale, in particolare le credenze e gli armadi nuziali cinesi in legno di olmo o laccati, creano un eccezionale contrasto visivo se inseriti in interni moderni o minimalisti italiani. Grazie alle loro linee geometriche pulite e ai toni caldi del legno naturale o alle lacche vivaci (come il rosso corallo o il nero profondo), questi pezzi fungono da 'focal point' in un soggiorno o in un ingresso, dialogando elegantemente con il design contemporaneo e scaldando l'atmosfera con il loro fascino storico.
Il valore di una lacca orientale (cinese o giapponese, come il Maki-e del periodo Edo) è definito dalla complessità e dal numero di strati applicati, oltre che dalla qualità delle decorazioni in oro e madreperla (Raden). La conservazione è critica: la lacca teme l'umidità instabile e la luce solare diretta, che causano crepe e decolorazioni. Pezzi con crepe minime o restauri conservativi professionali mantengono un alto valore di mercato.
Nei bronzi buddisti antichi, la patina deve presentare un'ossidazione naturale non uniforme, con tracce di usura nei punti di contatto rituale (sporgenze). Sotto la doratura a mercurio (tipica delle dinastie Ming e Qing), il metallo deve mostrare micro-fusioni coerenti con le tecniche dell'epoca. Inoltre, la presenza della piastra di chiusura originale sigillata alla base, contenente i mantra cartacei, aumenta drasticamente il valore storico.
Il valore di un Netsuke (le minuscole sculture in legno, avorio o corno usate come contrappeso nell'abito tradizionale giapponese) dipende dalla finezza dell'intaglio, dall'espressività del soggetto e dalla celebrità dell'autore, spesso firmato sotto la base. Nei pezzi d'epoca è fondamentale verificare l'usura naturale dei fori di passaggio del cordino (himotoshi) e la patina del tempo. Per i collezionisti italiani, l'acquisto di Netsuke in avorio antico deve essere sempre accompagnato dalle certificazioni CITES in conformità con le normative vigenti sulla tutela delle specie protette.
I bronzi dorati antichi dell'area tibetana o sino-tibetana si distinguono per il peso specifico marcato, la qualità della doratura al mercurio (che appare densa, calda e parzialmente usurata nei punti di maggior contatto) e la raffinatezza dei dettagli anatomici e dei drappeggi, realizzati con la tecnica della cera persa. Un elemento cruciale è la piastra di chiusura alla base della scultura, solitamente in rame e incisa con il simbolo del doppio vajra: se la piastra è originale, intatta e sigillata, conserva all'interno i rotoli di preghiera e le offerte originarie, aumentandone enormemente il valore storico.
La nefrite è la giada storica cinese, utilizzata fin dall'antichità (con tonalità dal bianco "grasso di montone" al verde), mentre la giadeite è stata introdotta prevalentemente dalla Birmania durante la dinastia Qing (XVIII secolo), celebre per il suo verde smeraldo intenso. Il valore è determinato dalla traslucidezza, dalla complessità dell'intaglio manuale e dall'assenza di trattamenti chimici di sbiancamento o colorazione (giada di Tipo A).
I legni preminenti nell'ebanisteria cinese sono l'Huanghuali (palissandro profumato) e lo Zitan (legno di sandalo rosso), finissimi e densi. Un mobile autentico si riconosce dall'assenza totale di chiodi metallici o colle moderne, sostituiti da complessi incastri a tenone e mortasa (meccanici). La patina superficiale deve essere morbida, generata da secoli di applicazione di cera e usura naturale.
La lacca orientale (ottenuta dalla linfa dell'albero Urushi) è sensibile ai cambiamenti repentini di umidità e temperatura. Nelle case italiane, specialmente durante l'inverno con il riscaldamento attivo, l'aria tende a seccarsi eccessivamente, rischiando di far crepare il legno sottostante la lacca. Si consiglia di mantenere un tasso di umidità relativa costante tra il 50% e il 60%, di posizionare i paraventi di Coromandel lontano da fonti di calore diretto o luce solare intensa, e di effettuare la pulizia esclusivamente con un panno di microfibra morbido e asciutto, evitando assolutamente cere commerciali o solventi.