Découvrez les dernières acquisitions de nos antiquaires
Bienvenue dans notre prestigieuse collection de Textiles Anciens, un voyage à travers l'histoire et l'artisanat d'exception. Chaque pièce de notre sélection raconte une histoire, reflétant le talent et la patience des artisans d'antan. Des soieries délicates aux tapisseries majestueuses, en passant par les broderies minutieuses et les dentelles aériennes, nos textiles sont de véritables œuvres d'art, témoignant de l'évolution des modes, des techniques et des cultures à travers les siècles.
Notre assortiment couvre une vaste période et une grande diversité de provenances. Vous y trouverez des pièces allant du Moyen Âge à l'Art Déco, provenant d'Europe, d'Asie ou du Moyen-Orient. Chaque textile est choisi pour son authenticité, sa rareté et sa qualité de conservation. Que vous soyez collectionneur averti ou amateur éclairé, vous serez séduit par la finesse des détails, la richesse des couleurs et la profondeur des motifs qui caractérisent ces trésors.
Acquérir un textile ancien, c'est bien plus qu'une simple transaction : c'est un acte de préservation d'un patrimoine inestimable. Chaque pièce est soigneusement expertisée par nos spécialistes pour garantir son authenticité et son état. Nous nous engageons à vous offrir des textiles qui non seulement embelliront votre intérieur, mais qui constitueront également un investissement culturel et esthétique de premier ordre.
Pour en savoir plus sur l'histoire du textile, nous vous invitons à consulter les ressources du Metropolitan Museum of Art ou à explorer les collections du Musée du Louvre, deux institutions de référence dans le domaine de l'art textile.
La distinzione si basa sull'analisi della struttura del telaio e dei materiali. I velluti antichi (come il soprarizzo veneziano o genovese del XVII-XVIII secolo) presentano impercettibili irregolarità millimetriche nell'altezza del pelo (tagliato e riccio) dovute alla tessitura manuale su telai di legno. Al microscopio, le fibre di seta mostrano variazioni di spessore e tinture organiche non uniformi. Le riproduzioni moderne, realizzate su telai Jacquard meccanici, mostrano invece una perfezione geometrica seriale e, se sottoposte a test di combustione, rivelano spesso fibre sintetiche o trattamenti chimici assenti nei manufatti d'epoca.
L'autenticità di una seta o di un damasco di San Leucio d'epoca si riconosce dalla complessità e precisione dei motivi decorativi (spesso neoclassici, impero o floreali), dalla lucentezza profonda tipica della pura seta naturale e dall'altezza della pezza, storicamente più stretta rispetto ai telai industriali moderni. Nei manufatti del XVIII e XIX secolo, le piccole irregolarità di trama testimoniano la tessitura su telai manuali o jacquard d'epoca, differenziandosi nettamente dalle imitazioni sintetiche o industriali moderne.
L'identificazione richiede l'analisi delle fibre, della tecnica di tessitura e dei coloranti. Fino alla metà del XIX secolo si utilizzavano esclusivamente tinture naturali (organiche o minerali) che donano sfumature calde e irregolari. I filati metallici d'epoca (oro e argento) presentano un'anima di seta rivestita da una sottile lamina metallica, a differenza dei succedanei sintetici moderni. Inoltre, l'esame del rovescio del tessuto rivela l'uso di telai manuali tramite piccole irregolarità nella trama, assenti nelle produzioni industriali post-rivoluzione industriale.
La conservazione preventiva è essenziale: i tessuti antichi temono la luce solare diretta (che accelera il foto-deterioramento), l'umidità superiore al 55% e le fluttuazioni termiche. Per la pulizia, è tassativo evitare il lavaggio ad acqua fai-da-te. Si consiglia una microdustatura delicata utilizzando un aspiratore a bassissima potenza, interponendo una retina di protezione (tipo tulle) per evitare la trazione delle fibre. Per macchie o restauri conservativi, è fondamentale rivolgersi esclusivamente a laboratori specializzati in restauro tessile.
I tessuti d'antiquariato, come gli arazzi storici (ad esempio di Bruxelles o Aubusson) o i velluti cesellati, creano uno straordinario contrasto eclettico negli ambienti minimalisti contemporanei. Per valorizzarli e proteggerli, consigliamo di montarli su telai leggeri rivestiti con velcro di supporto per distribuire uniformemente il peso ed evitare tensioni sulle fibre. È fondamentale posizionarli lontano da fonti di calore diretto e dai raggi UV, preferendo un'illuminazione a LED calda e non diretta.
Per preservare le fibre proteiche (lana e seta) di un arazzo antico dal degrado fotochimico, è fondamentale evitare l'esposizione alla luce solare diretta e prediligere un'illuminazione a LED priva di raggi UV. L'arazzo deve essere appeso utilizzando una fascia di velcro morbido cucita a mano sul retro della cimosa superiore per distribuire uniformemente il peso ed evitare tensioni localizzate. L'ambiente ideale deve mantenere un'umidità relativa costante tra il 45% e il 55% e una temperatura di circa 18-22°C per prevenire l'irrigidimento delle fibre e l'attacco di insetti cheratofagi.
Il valore di una pianeta o di un paliotto del XVII-XVIII secolo è determinato dalla rarità del disegno iconografico, dallo stato di conservazione dei filati metallici (oro e argento filato o lamellare) e dalla coevità di fodere e galloni (passamanerie). La presenza di stemmi nobiliari ricamati o di marchi di manifattura celebri (come le seterie di Lione o di Catanzaro) accresce notevolmente l'interesse storico-collezionistico. Eventuali restauri devono essere integrativi e chiaramente distinguibili per non inficiare il valore del manufatto.
Il valore di mercato di questi manufatti liturgici e nobiliari (come pianete, paliotti e passamanerie d'epoca) è determinato dallo stato di conservazione, dalla complessità del ricamo e dall'autenticità dei materiali. I pezzi più pregiati del XVII e XVIII secolo presentano ricami 'in oro filato' o 'oro tirato' eseguiti a mano su basi di velluto di seta o broccato. La presenza di punzoni o marchi delle manifatture (ad esempio manifatture pontificie o veneziane) accresce notevolmente l'interesse storico-collezionistico.
Il valore è definito dalla rarità della manifattura (ad esempio, le seterie di Lione, San Leucio o i velluti di Genova), dallo stato di conservazione, dalle dimensioni e dalla presenza di filati preziosi o passamanerie coeve. Elementi come l'integrità della cimosa originale (il bordo esterno) e l'assenza di fessurazioni della seta incrementano notevolmente la quotazione. Anche la provenienza storica documentata e l'attribuzione a disegnatori celebri o manifatture regie influiscono fortemente sull'interesse collezionistico.
I merletti storici realizzati ad ago (Burano) o a fuselli (Cantù) si distinguono per l'incomparabile morbidezza e per le microscopiche asimmetrie del disegno, visibili sotto lente d'ingrandimento, che testimoniano il lavoro interamente manuale. I filati d'epoca sono in lino o cotone finissimo, caratterizzati da una patina cromatica calda (avorio o ecru naturale) e privi dell'elasticità delle fibre sintetiche. Le imitazioni meccaniche novecentesche, al contrario, presentano nodi standardizzati, geometrie troppo rigide ed eccessiva regolarità tessile.
L'attribuzione di un broccato (veneziano, lionese o lucchese) avviene attraverso lo studio del repertorio decorativo e l'analisi tecnica della trama. Ad esempio, i motivi cosiddetti 'bizarre' collocano il tessuto nei primi decenni del XVIII secolo, mentre i disegni a motivi floreali naturalistici asimmetrici (stile ' there' o stile Luigi XV) appartengono alla metà del Settecento. L'analisi visiva delle torsioni dei filati e il confronto con i campionari d'archivio storici (come quelli della Fondazione Musei Civici di Venezia) offrono la conferma definitiva sulla manifattura d'origine.
Assolutamente no. I trattamenti fai-da-te con acqua o detergenti comuni possono causare il 'sanguinamento' dei coloranti storici instabili, l'irrigidimento delle fibre di lino o seta e la rottura dei filati indeboliti dal tempo. La pulitura di tessili antichi deve essere eseguita esclusivamente da restauratori professionisti tramite micro-aspirazione controllata a secco, lavaggi acquosi a pH controllato con tensioattivi non ionici o l'utilizzo di solventi specifici nebulizzati, garantendo così la stabilità chimico-fisica delle fibre.
Il lavaggio domestico è fortemente sconsigliato in quanto l'acqua e i detergenti comuni possono sciogliere i coloranti antichi non stabilizzati o indebolire ulteriormente le fibre storiche. Per la manutenzione ordinaria, si consiglia una micro-aspirazione delicata a bassissima potenza, interponendo una rete protettiva in nylon. Eventuali interventi di restauro conservativo (consolidamento delle lacune con velo di seta o supporto di lino) devono essere affidati esclusivamente a laboratori specializzati, al fine di preservare l'integrità e il valore storico del tessuto.