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Giovanni Andrea de Ferrari "Ebbrezza di Noè"

Codice: 446904
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Autore: Giovanni Andrea de Ferrari (Genova 1598-1669)
Epoca: Seicento
Categoria : Scena animata
Espositore
Lunadei Primo
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Giovanni Andrea de Ferrari "Ebbrezza di Noè" 
Descrizione:

"Ebbrezza di Noe' " museale olio su tela di Giovanni Andrea de Ferrari (Genova 1598-1669). Il dipinto è corredato di expertise della dottoressa Anna Orlando,inoltre è stato esposto ,nella sezione dedicata alla pittura genovese barocca,alla mostra "Arte e vino" a cura di Annalisa Scarpa e Nicola Spinosa,che si è tenuta a Verona,Palazzo della Gran Guardia,dal 11 aprile al 16 agosto 2015 e poi prorogata. Questo dipinto, autografo e fino al 2014 inedito,di formato piu' allungato ed orizzontale e con minime varianti,rispetto alla versione già nota esposta presso la "Galleria nazionale di Parma" è un esempio magistrale della maturità di Giovanni Andrea de Ferrari. L'opera illustra l'episodio biblico della Genesi(9,20-27).Noè dopo aver costruito una vigna,un giorno avendo bevuto troppo,si addormento' seminudo in stato di ebbrezza,i figli Sem e Iafet,con gesto di estremo rispetto e pudore,camminano a ritroso per coprire il padre con un mantello,mentre Cam (raffigurato solitamente nell'atto di schernirlo)osserva la scena. È una scena che celebra la Pietas Filiale e la fragilità umana e viene letto anche come prefigurazione della derisione di Cristo sulla croce,questo spiegherebbe la presenza sullo sfondo a destra,di una croce. Le grandi dimensioni della tela,conferiscono un aspetto solenne,quasi teatrale,tipico delle grandi committenze genovesi del seicento. La tavolozza è ricca,con i rossi profondi ed i blu intensi,che emergono dal fondo bruno. Il luminismo drammatico,rivela l'influenza di Bernardo Strozzi e la lezione fiamminga di Van Dyck,mediata dalla sensibilità naturalistica dell'autore,oltre alle più recenti e fresche suggestioni fiasellesche. Straordinaria la resa dei brani di natura mortain primo piano,come la coppa rovesciata e la fiasca,che testimoniano l'attenzione del de Ferrari per il dato reale. L'opera si presena in ottimo stato,mantenendo la freschezza delle pennellate e la brillantezza dei pigmenti originali. Formatosi nella bottega di Bernardo Castello (1610-12) e Bernardo Strozzi (1613-19 ca) dove apprenderà l'uso un colore ricco e corposo che sulla tela si concretizza in materia. Le prime opere risentono dell'influsso del maestro,tanto da essere ritenute,spesso,opere dello Strozzi. La sua maturazione lo vede pero',progressivamente,allontanarsi dai modi del maestro ed accostarsi,negli anni venti,ad altri pittori. Sarà fondamentale la prossimità col Fiasella,nel quarto decennio del secolo. Ed è in questi anni che si vede il pittore esprimersi nei modi della sua prima maturità,quando acquisisce uno stile proprio che unisce il gusto coloristico di matrice strozzesca,con la nuova lezione di una stesura pittorica per velature,inrtodotta a Genova dai fiamminghi e particolarmente da Jan Roos e da Van Dyck. Ed è in questo particolare momento che si colloca la nostra tela,quando il de Ferrari abbandona le dimensioni da pala d'altare,per dedicarsi ad opere da cavalletto per la committenza privata. L'opera da noi proposta,presenta diversi pentimenti,che oltre ad attestarne l'autografia e la freschezza d'esecuzione,non propria di una replica di bottega o copia,indicano anche la maniera propria del de Ferrari di dipingere con delicatezza e spontaneità,con quella freschezza che rende la materia vibrante e quasi sensuale. Misure tela 140x215 con cornice 165x240 La cornice è di manifattura artigianale recente,realizzata su misura per il dipinto è dorata ad oro zecchino in foglia