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XVII secolo, Martirio di San Lorenzo

Codice: 452506
2.800
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Epoca: Seicento
Categoria : Religioso
Espositore
Ars Antiqua SRL
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Via Pisacane, 55, Milano (MI (Milano)), Italia
+39 02 29529057
http://www.arsantiquasrl.com
XVII secolo, Martirio di San Lorenzo 
Descrizione:

XVII secolo

Martirio di San Lorenzo

Olio su rame, cm 38 x 28

Con cornice, cm 50 x 40

Questo dipinto su rame del XVII secolo, costituisce una preziosa testimonianza della fortuna critica e iconografica delle invenzioni di Tiziano Vecellio, mediata dalla celebre traduzione grafica di Cornelis Cort. Il soggetto del Martirio di San Lorenzo qui raffigurato non deriva infatti direttamente da un’unica tela del maestro cadorino, ma ripropone puntualmente la composizione codificata nell'incisione a bulino che Cort realizzò nel 1571. Tale stampa fu concepita come una sintesi di due precedenti redazioni pittoriche Da Tiziano: la prima, eseguita tra il 1548 e il 1557 per la chiesa dei Gesuiti a Venezia, rivoluzionaria per l'ambientazione notturna squarciata da bagliori spettrali, e la seconda, inviata nel 1567 al re Filippo II per il monastero dell'Escorial, caratterizzata da una maggiore semplificazione monumentale e da un patetismo più accentuato. L'autore del rame in esame riprende fedelmente la struttura dell'incisione di Cort, la quale fondeva il dinamismo dei carnefici della versione veneziana con l'apparizione angelica della versione spagnola, eliminando le ampie architetture classiche in favore di una coltre di fumo densa e drammatica che esalta il contrasto tra la violenza terrena e la gloria celeste. Il dipinto recepisce con attenzione i dettagli distintivi del modello grafico, come la statua pagana sulla destra dedicata a Filippo II e la complessa gestualità delle figure che circondano la graticola ardente, traducendo il rigore del segno incisorio in una materia pittorica vibrante. La scena rievoca il martirio di Lorenzo, diacono di Sisto II, condannato a morte nel 258 d.C. dall'imperatore Valeriano per aver presentato i poveri come il vero "tesoro della Chiesa" anziché consegnarne le ricchezze. Il santo è ritratto sulla graticola ardente mentre, con eroica fermezza, solleva il braccio verso la luce celeste, simbolo di una fede che vince il tormento fisico. La scelta del supporto in rame, tipica della produzione di piccolo formato del Seicento, permette una resa minuziosa dei riflessi luminosi e delle fiamme, celebrando quel "notturno" tizianesco che, attraverso la circolazione della stampa di Cort, divenne un canone imprescindibile per l'arte sacra europea.