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Dipinto Antico Fiammingo del 1600

Codice: 449648
3.600
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Autore: Cornelius de Wael (Anversa 1592 - Roma 1667)
Epoca: Seicento
Categoria : Paesaggio con figure
Espositore
Ghilli Antichità di Paolo Giovanella
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Via A.M. Ampere, 55, Milano (MI (Milano)), Italia
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+39 3394379271
http://www.ghilli.it
Dipinto Antico Fiammingo del 1600 
Misure: : 15 cm,: 23 cm,: 4 cm
Descrizione:

Dipinto Antico Fiammingo del 1600 eseguito ad olio su lastra di rame raffigurante uno scorcio di paesaggio con figure, una scena di genere con una moltitudine di personaggi affollati in una strada con delle architetture classiche sullo sfondo. Nella parte sinistra della composizione, su una sorta di palco antistante ad un portale decorato con bassorilievi, sei  figure di teatranti, attori della commedia dell'arte: un dentista all'opera su di un paziente, un signore che proclama, una dama, un bambino ed un'istrione in maschera. Sotto al palco,  tra il pubblico, una moltitudine di  passanti, personaggi immersi nelle più svariate scene di attività quotidiane, distinte tra loro secondo la consuetudine fiamminga; venditrici, cani ed un carro al tiro di un cavallo arricchiscono lo scenario di questo spaccato di vita.

Questo dettagliato dipinto antico é collocabile nella cerchia di Cornelius de Wael (Anversa 1592 - Roma 1667), di piccole dimensioni riesce a rappresentare una scena di genere densa di personaggi, composta da più di quaranta figure che affollano questa composizione di origine fiamminga; l'opera proviene da una collezione privata, non è firmata ed è in buono stato di conservazione, compatibilmente con la datazione; si presenta entro una cornice guilloché moderna in legno ebanizzato.

La commedia dell’arte è una forma di spettacolo nata in Italia nel XVI secolo, che si distingue dagli altri generi teatrali del tempo per il professionismo degli attori. È rimasta popolare fino alla metà del XVIII secolo, anni della riforma goldoniana della commedia. Non si trattava di un genere teatrale, bensì di una diversa modalità di produzione degli spettacoli. Le rappresentazioni non erano basate su copioni definiti, ma su dei canovacci, detti anche scenari, che fornivano unicamente indicazioni sull’azione e sui lazzi (interventi comici slegati dal resto della commedia, con il solo scopo di far ridere), mentre il resto dello spettacolo era affidato all’improvvisazione. Un altro elemento caratteristico della commedia dell’arte è la presenza di caratteri fissi, ovvero personaggi con le medesime caratteristiche che si ripetono nelle diverse rappresentazioni. In origine, le rappresentazioni erano tenute all’aperto con una scenografia fatta di pochi oggetti.

All’estero era conosciuta come “Commedia italiana”. Nella loro formula spettacolare, i comici della Commedia dell’Arte introdussero un elemento nuovo di portata dirompente e rivoluzionaria: la presenza delle donne sul palcoscenico. In un contratto stipulato con un notaio di Roma il 10 ottobre 1564, si ha la prima apparizione documentata di una donna: la “signora Lucrezia Di Siena” ingaggiata da una compagnia che si proponeva di far commedie nel periodo di carnevale, probabilmente un personaggio di elevata cultura in grado di comporre versi e di suonare strumenti. Solo alla fine del secolo le donne avrebbero preso posto a pieno titolo nelle compagnie teatrali.

La denominazione veniva sostituita con altre: commedia all’improvviso (o improvvisa), commedia a braccio o commedia degli Zanni. Il nome “arte”, nel Medioevo, significava “mestiere”, “professione”: quello del teatrante, infatti, con la commedia dell’arte diventa un vero e proprio mestiere. Bisogna però specificare che era considerato come tale, non per le compagnie amatoriali, ma solo per quelle compagnie associate che venivano riconosciute dai ducati e avevano un vero e proprio statuto di leggi e regole. Grazie a queste ultime, le compagnie associate sottomettevano le altre che venivano definite “ruba piazze”.

Periodo: 1600

Altezza: 15 (27.5) cm

Larghezza: 23 (36) cm

Profondità: 4 cm

art. A967