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Descrizione
Bartolomeo Barbiani
Montepulciano 1596 - Montepulciano 1645
San Gerolamo in preghiera
1622
Olio su tela
cm 135,5x205,5
Firma autentica della presente opera: "Bartholom.s/Barbianus / Politianus/Pingebat / a. Dom./MDCXXII". La figura di Girolamo, Padre e Dottore della Chiesa, appartiene a quella schiera di Santi che, lungo il corso dei secoli, hanno sempre suscitato ammirazione e devozione. Vissuto tra la metà del IV e gli inizi del V secolo, San Girolamo entrò in contatto con le grandi personalità di quell'epoca... Tra le opere da lui composte l'attenzione maggiore va certamente rivolta ai suoi studi sulla Bibbia, di cui è stato traduttore e commentatore profondo. A Girolamo si deve l'aver trasmesso, all'occidente, la ricchezza delle biblioteche greche ed ebraiche. Egli è anche autore di testi a carattere monastico come le vite di Paolo, Malco e Ilarione composte sul modello della vita di Antonio, scritta da Attanasio di Alessandria.. Gerolamo fu proclamato Dottore della Chiesa da Bonifacio XVIII, insieme ai Santi Gregorio Magno, Ambrogio ed Agostino. L'iconografia di Girolamo, oltre a presentare episodi legati alle sue vicende agiografiche, come quando ammanisce il leone, segue sostanzialmente due grandi schemi, che si richiamano a vicenda: egli è penitente nel deserto, raffigurato in quella spelonca che aveva eletto a romitorio, oppure è ritratto nel suo studio, chino sui libri, immerso nella riflessione.. Come nella tela qui in oggetto di studio Girolamo penitente nel deserto è raffigurato come un anziano solitario, dall'aspetto ancora vigoroso nonostante le ripetute penitenze a cui si constringeva il suo corpo. Egli è presentato semisvestito, con un drappo rosso per coprirsi sommariamente: il colore rosso evoca la tradizione che lo riconosceva cardinale della Chiesa. Tra gli attributi iconografici sovente, accanto a lui compare anche un teschio, ad indicare come la vanità di questo mondo è destinata a passare. Il suo sguardo, al contrario, è costantemente rivolto verso la croce di Cristo, elemento iconografico ricorrente perchè solo la croce è sapienza, come afferma San Paolo. Il paesaggio nel quale è ambientata la scena di Girolamo penitente è solitamente arido, brullo, a richiamo di quel deserto nel quale il Santo si era rifugiato e che lui aveva ben rappresentato nei suoi scritti.
La tela con San Gerolamo si presenta quindi sobria, priva di orpelli e di elementi che possano distrarre dalla figura del Santo. Gerolamo è inginocchiato a contemplare penoso il crocifisso, e ha davanti a sè rivesciati in primo piano, alcuni libri, uno chiuso e gli altri sfogliati e consunti, libri che testimoniano dei suo studio assiduo. In mezzo ai libri sta rovesciato anche un cappello cardinalizio. Il Santo si percuote il petto con una pietra, per penitenza.
Gerolamo ha una folta e lunga barba ed è calvo al sommo del capo. Ai suoi piedi sta accucciato un leone..
Il quadro è dipinto con pennellate vigorose e grande abilità compositiva ed è firmato sulla pietra che sta in basso a sinistra Bartholom.s/Barbianus / Politianus/Pingebat / a. Dom./MDCXXII". Si tratta di una rara e preziosa opera del pittore di Montepulciano Bartolomeo Barbiani nato nel 1596 e morto nel 1645.
Dalla scheda critica della Dott.ssa Arabella Cifani
Il dipinto è corredato da:
Expertise Dott.ssa Arabella Cifani
Dimensioni
cm 135,5x205,5
Provenienza
Collezione privata
Condizioni
Difetti e restauri.