Alceo Dossena (Cremona, 1878 – Roma, 1937), Mater Amabilis
Beschreibung:
Alceo Dossena (Cremona, 1878 – Roma, 1937)
Mater Amabilis
Marmo, cm 70 x 46 x 5,5
Firmato e datato in basso a destra Alceo Dossena 34
Il bassorilievo in marmo a forma di edicola, coronato da un'arcata a tutto sesto, raffigura la Vergine che tiene in braccio il Bambino in un abbraccio: i due volti si sfiorano quasi in un bacio, mentre le mani del piccolo stringono una rosa. Il fondo verde incornicia le figure aureolate, mentre alla base una cornice modanata accoglie l'iscrizione MATER AMABILIS e la firma dell'autore, Alceo Dossena, posta nello stesso punto in cui lo scultore era solito posizionarla nelle opere coeve. La reso naturalistica dei panneggi, la morbidezza degli incarnati e la sapienza nella costruzione dello sguardo rivelano una straordinaria padronanza tecnica, frutto di uno studio approfondito della scultura toscana e lombarda del Quattrocento, linguaggio che Dossena seppe assimilare fino a renderlo proprio.
Alceo Dossena si trasferì a Parma, dove rimase fino al 1915 lavorando insieme allo scalpellino Umberto Rossi: i due fondarono una piccola società attiva per chiese e cimiteri. Allo scoppio della Prima guerra mondiale fu arruolato nell'aeronautica, inviato a Perugia e poi a Roma per operare in un deposito dell'arma. Conclusa la guerra si stabilì definitivamente nella capitale, dedicandosi alla produzione di rilievi in terracotta e in marmo. Dossena fu una delle figure più enigmatiche e affascinanti del mondo dell'arte: realizzò capolavori che studiosi e direttori di musei attribuirono di volta in volta a Giovanni e Nino Pisano, a Simone Martini, al Vecchietta, all'Amadeo, a Donatello, a Mino da Fiesole, a Desiderio da Settignano, ad Andrea del Verrocchio, ad Antonio Rossellino e ad altri celebri maestri del passato, senza che nessuno sospettasse mai si trattasse di opere di uno scultore contemporaneo.
Questa Mater Amabilis si inserisce in un fitto nucleo di Madonne col Bambino realizzate da Dossena negli stessi anni, variazioni su un tema caro all'artista. Il fondo cesellato a tocchi di verde trova confronto puntuale nella Madonna col Bambino e un cardellino conservata nella chiesa di San Biagio a Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, mentre per la composizione l'opera si avvicina alla Madonna col Bambino e rosa del 1929, oggi nella Collezione Dario Del Bufalo a Roma. Più stringente è il legame con la Mater Dei, datata 1933, alla Fondazione Cavallini Sgarbi di Ferrara, e con l'Ave Maria, sempre del 1933, nella Collezione Furio Colombo a Mola di Bari: opere che condividono con la nostra la medesima composizione e la firma nello stesso punto, mutando solo il titolo, e che permettono di collocare il presente rilievo, realizzato l'anno successivo, in stretta sequenza con quei due esemplari. Dossena tornò più volte sul soggetto per rielaborarne i dettagli, come testimonia la Madonna col Bambino e rosa del 1936, anch'essa alla Fondazione Cavallini Sgarbi, e ancora l'anno seguente con una Madonna col Bambino in terracotta, oggi in collezione privata milanese, segno della costante ricerca formale condotta dall'artista attorno a questo soggetto devozionale.