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Scheda articolo 289040
Autore : Scuola veneziana degli inizi del Settecento
Ritratto di vecchio che sorride beffardo, Scuola veneziana degli inizi del Settecento 
Epoca : Settecento
Scuola veneziana degli inizi del Settecento
Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto (Milano 1698 - 1767), attribuibile
Ritratto di vecchio che sorride beffardo
 
olio su tela, cm. 47 x 38, in cornice cm. 57 x 45
 
Provenienza: Castello Visconti di Somma Lombardo (Varese)
Esposizione: 'Teste di fantasia del Settecento veneziano',  8-22 ottobre 2006, GALLERIA DI PALAZZO CINI (Venezia) -
 
Il dipinto che vi proponiamo proviene dalla ‘Collezione Visconti’, del Castello di Somma Lombardo (in provincia di Varese), proprietà dei Visconti di Modrone.
Tali opere, compresa quella in esame, sono tate oggetto di una prestigiosa mostra tenutasi a Venezia nell’ottobre 2006, intitolata ‘’Teste di fantasia del Settecento veneziano" presso la Fondazione Cini, Galleria di Palazzo Cini di Campo San Vito, e pubblicata nell'omonimo catalogo a pagine 68 e 69.
A suggerire l'importanza storica ed estetica della serie Visconti, circa trenta opere di numerosi artisti tutti attivi nella capitale della Serenissima nel Settecento, sono i nomi degli autori che ne fanno parte, tra i quali possiamo trovare Pietro Bellotti, Giambattista Tiepolo, Bartolomeo Nazzari, Giambattista Mariotti, Sebastiano Ricci, Giuseppe Nogari, Francesco Maggiotto, Pietro Longhi e Giacomo Ceruti.
Entrando nel dettaglio del nostro affascinante ritratto, il soggetto ritrae il volto di un uomo maturo, dalla barba e dai capelli brizzolati, esibente un sorriso beffardo. I dettagli del volto sono precisissimi, la barba risulta incolta ma egregiamente rifinita, ed infine gli occhi espressivi ed intensi.
Potrebbe trattarsi di un mercante, o di un artista in viaggio, piuttosto che di un furbo da osteria.
È un’opera di straordinaria schiettezza, un ritratto privo di qualunque idealizzazione, non ci sono vesti ricche o scenografie ricercate, ma attento alla resa fisionomica. Unico vezzo ricercato, la spilla gioiello d’oro che fa mostra sul petto, con incastonata una tabellina barocco con la sigla monogramma ”LPF”, che potrebbero verosimilmente corrispondere alle iniziali dell’effigiato.
L’analisi approfondita della tela e dei suoi dettagli ci inducono a rilevare quella grande ricchezza stilistica che caratterizza l’operato di Giacomo Ceruti (Milano 1698- 1767), conosciuto come il ‘’Pitocchetto’.
Annoverato tra i più importanti esponenti del tardo barocco italiano ed attivo principalmente a Milano, Brescia e Venezia, la sua produzione pittorica si contraddistinse per lo spiccato realismo. La tela in esame si avvicina alle opere realizzate durante l'ultimo periodo milanese, quando espone significativamente una personale interpretazione dei modi pittorici veneziani.
La chiara corrispondenza della presente opera con il repertorio iconografico e tipologico del pittore milanese, così come dei suoi tratti stilistici, trova un convincente riscontro con il confronto con alcune sue opere, tra queste
‘Donna che regge un fuso’ (Sotheby's, Londra, 3 luglio 1996, lotto 284 https://www.dorotheum.com/en/l/1095352/),
 
Come queste immagini mostrano in modo evidente, con le figure dagli sguardi accattivanti che scrutano diretti l’osservatore, il Ceruti si distinse altresì per il suo talento di ritrattista, capace di estrapolare con introspezione psicologica il carattere dei suoi personaggi.
 
La tela si trova in eccellente stato di conservazione ed è completa di una bella cornice.
 
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Provincia di visione : TN (Trento)
Restauri: Eccellenti condizioni di conservazione