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Fine del XIX secolo, Scuola francese, Allegoria del progresso

Codice: 454238
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Época: Segunda metade do século XIX
Categoria: alegoria
Expositor
Ars Antiqua SRL
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Fine del XIX secolo, Scuola francese, Allegoria del progresso  Traduzido
Descrição:
Fine del XIX secolo, Scuola francese Allegoria del progresso Olio su tela, cm 246 x 206 Il dipinto (che non è un bozzetto per una decorazione ad affresco, viste le notevoli dimensioni), è stato realizzato molto probabilmente nei primissimi anni del XX secolo, forse nell'anno 1900, quando a Parigi venne organizzata l'Esposizione Universale nella quale venne presentato al grande pubblico internazionale il trasporto a distanza della corrente elettrica grazie ai cavi/tralicci (se ne vede bene uno nella parte destra della composizione del quadro). L'opera presentata si configura come un'ambiziosa composizione allegorica, tipica della grande decorazione accademica francese di fine Ottocento ed inizio Novecento, volta a celebrare le conquiste tecnologiche e il dinamismo dell'era industriale. La struttura compositiva e la scelta dei soggetti suggeriscono una stretta correlazione con l'estetica delle Esposizioni Universali di Parigi, in particolare quelle del 1889 o del 1900, dove il connubio tra arte e progresso scientifico divenne il tema cardine della committenza pubblica. La composizione intreccia l'aulicità del mito classico con le aspirazioni della modernità positivista, mettendo in scena il sodalizio simbolico tra Afrodite ed Hermes. Dall'unione tra la bellezza ideale e l'ingegno operoso scaturisce la figura del putto alato, che qui smette le vesti di Eros per farsi emblema vivente dell'evoluzione dei tempi e dello slancio vitale verso il futuro. L'insolito dettaglio della tartaruga appesa, antico attributo ermetico, viene qui risignificato come protezione del viaggio e celebrazione del commercio, motori instancabili della civiltà. Questa epopea del progresso trova la sua consacrazione monumentale in uno sfondo architettonico ecumenico, dove le torri della Frauenkirche di Monaco, il prospetto neoclassico della Madeleine di Parigi e la solenne cupola di San Pietro a Roma convivono in un ideale abbraccio europeo, elevando il concetto di velocità e scambio a nuovo pilastro della cultura universale del XIX secolo. La tela è dominata dalla figura femminile centrale, personificazione del Progresso o della Modernità, che si staglia in un moto ascensionale o proteso in avanti. Il panneggio fluttuante e la posa dinamica conferiscono un senso di velocità quasi futurista ante litteram. Attorno a lei, il paesaggio è trasfigurato dalla presenza della macchina: locomotive a vapore in piena corsa, fumi che si fondono con le nubi ed i primi accenni alle infrastrutture elettriche o telegrafiche. La tavolozza è luminosa, caratterizzata da un contrasto tra i toni caldi delle carni e dei tessuti e le tonalità metalliche, cerulee e fumose dello sfondo industriale, creando un'atmosfera di apoteosi celebrativa. L'opera funge da ponte tra l'eredità classica e la realtà meccanizzata. Ogni elemento è un attributo specifico della nuova era. La Figura Alata o Luminosa rappresenta la "Luce dell'Intelletto" che guida l'umanità verso il futuro. Spesso, in questo periodo, tale figura incarna l'Elettricità, considerata la forza vitale che avrebbe trasformato il XX secolo. La Locomotiva diventa simbolo per eccellenza della velocità e della contrazione dello spazio-tempo. La sua presenza trasforma il paesaggio bucolico in un paesaggio "cinetico". La grazia della figura muliebre accostata alla potenza bruta del ferro simboleggia l'armonia che la Terza Repubblica francese cercava di promuovere tra estetica e industria: è l'unione di Arte e Tecnica. Il dipinto si colloca nel solco del Naturalismo Accademico o del Simbolismo Istituzionale. È probabile che si tratti di un bozzetto o di una riduzione per una decorazione murale destinata a un padiglione dell'Esposizione o a un edificio pubblico, come una stazione ferroviaria o un ministero. L'opera è una testimonianza preziosa del Positivismo di fine secolo. Essa non si limita a ritrarre una macchina, ma cerca di divinizzare il concetto stesso di progresso, elevando il treno e l'industria al rango di nuovi miti dell'era moderna. La qualità del chiaroscuro e la gestione dei volumi suggeriscono un autore di solida formazione accademica, capace di infondere "aulicità" a soggetti di carattere tecnico e meccanico.  Traduzido