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Deposizione, microscultura di legno di bosso. Europa centrale, prima metà del XVIII secolo

Codice: 305309
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Época: Primeira metade do século XVIII
Categoria: Período setecentista
Expositor
Subert
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Via Della Spiga, 42, Milano (MI (Milano)), Italia
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https://www.subert.it
Deposizione, microscultura di legno di bosso. Europa centrale, prima metà del XVIII secolo 
Descrição:

Microscultura di legno di bosso scolpito e intagliato
Deposizione
Europa centrale, prima metà del XVIII secolo
Misure: la scultura cm 18,8 x 13,5 x,1,6; la tavoletta cm 23.8 x 20.5 x 3.4
Stato di conservazione: lievi mancanze; la microscultura è applicata sopra una tavoletta di legno rivestita di vecchio velluto verde

La scultura a bassorilievo di legno di bosso, raffigura il momento della deposizione del corpo di Gesù dalla croce.
Vi sono raffigurati gli uomini che adagiano il corpo esanime del Cristo, mentre, appoggiati alla croce, affollano le scale appoggiate allo strumento del martirio: uno sostiene il corpo sulle spalle, due lo sorreggono dalle braccia, altri due si accingono ad avvolgerlo con un telo. Ai piedi della croce Maria, le donne, Giovanni e ad alcuni apostoli assistono in lacrime alla scena, pronti ad accogliere la salma.

Il tema della deposizione è stato variamente interpretato nella storia dell’arte, a partire dalle raffigurazioni medievali, come quella di Antelami nella Cattedrale di Parma, passando attraverso Donatello, Mantegna, arrivando fino a Caravaggio e oltre. In scultura il soggetto ebbe particolarmente successo ed è stato riprodotto in diversi materiali.
Tra il 1524 e il 1534 circa, Michelangelo Buonarroti (1475-15641564) eseguì un disegno, oggi al museo Teylers di Haarlem (cfr. Pope-Hennessy, Catalogue of Italian Sculpture in the Victoria and Albert Museum, London 1964, vol. 3, p. 275), preparatorio di una Deposizione che non realizzò, ma che ebbe una grande influenza su molte delle successive raffigurazioni dello stesso soggetto.
Ispirandosi a questo disegno, Guglielmo della Porta (1515-1577) eseguì un noto bassorilievo (Galleria Nazionale di Parma. Cfr. Jennifer Montagu, Roman Baroque Sculpture: the Industry of Art, Yale University Press 1989, pp. 56-57) che consacrò la fortuna dell’invenzione michelangiolesca: se ne conoscono differenti versioni in bronzo, stucco, terracotta e cera.

Il confronto diretto con opere tratte da questo modello si discosta tuttavia dalla nostra opera. Il bassorilievo di Giovanni della Porta è più coerente con il disegno di Michelangelo. La disposizione dei personaggi attorno alla croce è discordante: gli uomini che calano il corpo sono arrampicati sopra la croce, la salma è scomposta, sostenuta per una gamba e accolta in basso da alcuni personaggi. La folla sorregge Maria e si ammassa disperata attorno alla croce: la drammatizzazione è maggiore.

Eppure, sebbene indirettamente, anche l’idea compositiva della nostra piccola scultura deriva dall’intuizione di Michelangelo.
Tra il 1679 e il 1684 Charles Le Brun (1619-1690), partendo a sua volta dall’invenzione del Buonarroti (probabilmente attraverso qualche interpretazione successiva), ideò e dipinse per il Maresciallo Villeroy la Deposizione, oggi conservata al Musée des Beaux-Arts di Rennes (cfr. C. Nivelon, Vie de Charles Le Brun et description détaillée de ses ouvrages, a cura di L. Pericolo, Genève 2004, pp. 479-480; e F. Bergot, Nouvel aménagement: à propos de la Déscente de croix de Le Brun, in Bulletin de la Societé des Amis du Musée des Beaux–Arts de Rennes, 1978, pp. 56-62).
Circa venti anni più tardi Petit (non sono noti né il nome di battesimo, né gli estremi biografici) dal dipinto ricavò un’incisione che fu stampata a Parigi da François Chereu (1680-1729) celebre incisore e editore (un esemplare si trova a Monza nella Civica Raccolta di Incisioni presso il Serrone di Villa Reale, catalogo generale 00647162).
Non sappiamo se il nostro anonimo intagliatore abbia tratto ispirazione direttamente dal dipinto o invece, più probabilmente, dall’incisione; ma la prima ipotesi non è da scartare, poiché la Deposizione di bosso ha lo stesso orientamento di quella dipinta da Le Brun, mentre nella stampa l’immagine è speculare.

L’autore del nostro bassorilievo intaglia il legno duro con un’abilità e uno stile di raffigurazione del tutto personali, aggiungendo alla fonte elementi più prossimi al proprio vissuto, modulandone la rappresentazione scenografica: le figure indossano copricapi e abiti da popolani e altre figure sono inserite ai piedi della croce.
Il materiale utilizzato e lo stile artistico sono vicino a esiti tecnici tipici dell’Europa centro occidentale, soprattutto nella resa dei tratti fisiognomici delle figure, nella trattazione della zolla di terra, su cui poggia la scena, definita da piccoli intagli paralleli.