Descubra as últimas aquisições dos nossos antiquários
Bem-vindo à nossa requintada coleção de marfins antigos, onde cada peça narra uma história milenar de arte, cultura e maestria artesanal. O marfim, material nobre e desejado por séculos, tem sido a tela para alguns dos mais intrincados e expressivos trabalhos escultóricos em diversas civilizações.
Desde os primórdios da humanidade, o marfim foi valorizado pela sua beleza, durabilidade e maleabilidade, permitindo aos artistas criar obras de arte de detalhes surpreendentes. De estatuetas devocionais a objetos decorativos de luxo, os marfins transcenderam fronteiras geográficas e temporais, tornando-se símbolos de status, poder e devoção.
A maioria dos marfins antigos provém de presas de elefantes, mas também foram utilizados marfins de mamute, morsas e narvais, especialmente em regiões onde o acesso ao marfim de elefante era limitado. Cada tipo de marfim possui características únicas que os especialistas conseguem identificar, contribuindo para a autenticidade e valoração da peça.
A arte em marfim floresceu em diferentes períodos e continentes:
Nossa curadoria de marfins antigos foca em peças de excepcional qualidade, autenticidade e proveniência. Cada objeto é cuidadosamente avaliado por especialistas para garantir sua idade, origem e estado de conservação, assegurando que você adquira não apenas uma peça de arte, mas um investimento cultural e histórico.
Convidamos você a explorar a diversidade de estilos e épocas representadas em nossa coleção, desde a simplicidade elegante de uma figura clássica até a complexidade ornamental de um objeto barroco. Seja para enriquecer uma coleção existente ou para iniciar uma nova, um marfim antigo é uma adição de inegável prestígio e beleza.
Para aprofundar-se no estudo e na apreciação de marfins históricos, recomendamos a visita a instituições renomadas como o Metropolitan Museum of Art, que possui uma vasta coleção de arte em marfim, ou o British Museum, com notáveis exemplos de diversas civilizações.
La compravendita di avorio antico (collezionabile se antecedente al 1 giugno 1947) è soggetta alla rigidissima normativa CITES. Su AnticoAntico, ogni opera in avorio deve essere corredata da un certificato di esenzione CITES o da una perizia giurata che ne attesti l'epoca. Prima dell'acquisto, è fondamentale richiedere questa documentazione al venditore per garantire la legalità della transazione e preservare il valore dell'investimento nel tempo.
L'avorio antico si distingue per le caratteristiche "linee di Schreger", sottili venature a incrocio visibili in sezione che formano angoli specifici. L'osso presenta invece microscopici pori scuri (canali di Havers), mentre i materiali sintetici come la bachelite risultano caldi al tatto e privi di venature naturali. Su AnticoAntico.com, ogni opera in avoro è attentamente periziata e venduta in conformità con le normative CITES per garantirne l'autenticità storica e la lecita provenienza prima del 1947.
In Italia, il commercio di manufatti in avorio antico è strettamente regolamentato dalla Convenzione CITES. Per acquistare o vendere legalmente un'opera in avorio, questa deve essere antecedente al 1º giugno 1947 (requisito "antichità"). È indispensabile che l'oggetto sia accompagnato da un certificato CITES di esenzione commerciale, emesso dalle autorità competenti (Carabinieri Forestali). Su AnticoAntico garantiamo che ogni pezzo in avorio proposto sia provvisto della documentazione legale necessaria, assicurando un collezionismo etico, sicuro e conforme alle norme vigenti.
Nell'antiquariato cinese, la distinzione tra Giadeite (più dura, brillante, introdotta prevalentemente dal XVIII secolo) e Nefrite (più tenera, dai toni oleosi e tradizionalmente usata in Cina fin dall'antichità) è fondamentale per la stima. La giadeite, specialmente nelle varianti verde imperiale, attrae alte quotazioni nel mercato collezionistico. Tuttavia, la nefrite antica e finemente intagliata (come la celebre variante "grasso di montone") conserva un immenso valore storico-artistico. Per determinarne l'autenticità e l'epoca, i nostri esperti analizzano la patina superficiale, i residui di scavo e lo stile d'intaglio specifico delle dinastie Ming o Qing.
La nefrite è la giada della tradizione cinese antica, caratterizzata da una lucentezza oleosa e vellutata, con colorazioni che vanno dal bianco ("grasso di montone") al verde. La giadeite, importata dalla Birmania a partire dal XVIII secolo, ha una lucentezza vitrea e toni più accesi, come il celebre "verde imperiale". Nell'antiquariato, il valore è determinato dall'epoca (le dinastie Ming e Qing sono le più quotate), dalla maestria dell'intaglio e dalla rarità del colore, con una forte rivalutazione della giada bianca nefrite antica.
La nefrite è la giada storica cinese, caratterizzata da una lucentezza grassa e toni che vanno dal bianco 'grasso di montone' al verde scuro, venerata per la sua valenza spirituale. La giadeite, importata dalla Birmania a partire dal XVIII secolo (dinastia Qing), offre una durezza superiore e colori più vivaci, tra cui il celebre 'verde imperiale'. Commercialmente, la giadeite antica di alta qualità raggiunge quotazioni estremamente elevate per via della sua rarità cromatica, mentre la nefrite è stimata soprattutto per l'antichità e la maestria dell'intaglio.
L'avorio di elefante si riconosce per la presenza delle 'linee di Schreger', tipiche striature a ventaglio che formano angoli caratteristici (solitamente acuti o ottusi a seconda della specie) visibili in sezione. L'osso, al contrario, presenta una struttura porosa con piccolissimi punti scuri (canali di Havers). I materiali sintetici come la bachelite o la celluloide mancano di queste venature organiche, risultano più caldi al tatto e, se sottoposti a esame con luce di Wood (UV), non mostrano la tipica fluorescenza bianco-azzurrina dell'avorio naturale.
L'avorio è un materiale organico igroscopico estremamente sensibile alle variazioni termoidrometriche: va conservato a temperatura costante (circa 20°C) e umidità relativa al 50-55%, lontano da fonti di calore e luce solare diretta che causerebbero crepe e ingiallimenti. Per la giada, pur essendo una pietra molto dura, si consiglia di evitare urti e sbalzi termici. Entrambi i materiali devono essere spolverati esclusivamente con pennelli a setole morbide, evitando assolutamente detergenti chimici che comprometterebbero la preziosa patina storica.
L'identificazione dell'avorio di elefante autentico si basa sull'osservazione delle "linee di Schreger", caratteristiche striature a cerchi concentrici visibili in sezione trasversale che formano angoli inferiori a 90 gradi. L'osso presenta invece piccoli pori o canali neri longitudinali (canali di Havers) e manca di lucentezza serica. La celluloide e le resine storiche (come la bachelite) rivelano spesso linee di stampaggio e, se sottoposte al test dell'ago caldo, emanano un odore chimico di canfora o plastica bruciata, a differenza del tipico odore organico dell'avorio. Su AnticoAntico ogni pezzo viene periziato per escludere qualsiasi falso d'epoca o moderno.
Gli oggetti d'arte in avorio e giada offrono un contrasto materico eccezionale negli interni contemporanei italiani. In un ambiente minimalista, una giada verde retroilluminata su un tavolo in metallo o marmo attrae la luce naturale e crea un punto focale di eccezionale raffinatezza. Le sculture in avorio, con la loro calda tonalità crema, trovano una collocazione ideale all'interno di librerie moderne in legno scuro o laccato, oppure protette da teche in vetro minimali su consolle di design, unendo il fascino della Wunderkammer classica al rigore delle linee d'avanguardia.
L'avorio è un materiale organico igroscopico, estremamente sensibile alle variazioni di umidità e temperatura. Nelle dimore storiche o negli appartamenti moderni, va posizionato lontano da fonti di calore diretto (termosifoni, caminetti) e non esposto alla luce solare diretta per evitare ingiallimenti e fessurazioni (crepe). L'umidità ideale dovrebbe mantenersi intorno al 50-60%. Per la pulizia dell'avorio basta un pennello a setole morbide, evitando assolutamente l'acqua. La giada, pur essendo molto dura, teme gli urti accidentali e le sostanze chimiche: per pulirla è sufficiente un panno in microfibra asciutto o appena inumidito con acqua distillata per preservarne la naturale oleosità.