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Andrea Brustolon. Venezia o Belluno 1700 c.a. Rara e decorativa coppia di torcieri / putti finemente scolpiti e dorati a foglia

Codice: 445014
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Autore: Andrea Brustolon, Venezia - Belluno
Epoca: Primi del Settecento
Categoria : '700
Espositore
Principessa Sissi ® antichità. Alto antiquariato
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Via Gemona 10\12, Udine (UD (Udine)), Italia
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Andrea Brustolon. Venezia o Belluno 1700 c.a. Rara e decorativa coppia di torcieri / putti finemente scolpiti e dorati a foglia 
Descrizione:

Andrea Brustolon. Venezia o Belluno 1700 c.a. Rara e importante coppia di torcieri / putti finemente scolpiti e dorati a foglia a lui attribuiti. Scolpiti con grande maestria, in condizioni d'originalità e privi di interventi di restauro. Patina. lievi mancanze, e segni d'uso coerenti con l'epoca.

Elettrificati nei primi del 900. Restauro commissionabile se desiderato, anche se l'attuale stato con desiderabile patina originale li rende affascinanti nelle attuali desiderabili condizioni praticamente inalterate. Misure cm. 58 d'alt. e larg. 25 c.a per il primo - il secondo lungo cm. 45, largo 27 c.a.

E' di tutta evidenza come questi due putti siano scolpiti con grande abilità. Le dolcezza dei volti. la plasticità dei corpi, il modellato vibrante,  la dinamicità e le proporzioni delle sculture,  oltre a richiamarsi  alla poetica del Bernini, evidenziano la verosimile mano del maestro, con la sua interpretazione personale e originale.

 Provenienza, collezione privata alto borghese, Udine. 

Andrea Brustolon è nato a Belluno nel 1662. Il padre è Jacopo, intagliatore e scultore ed è il suo primo maestro; successivamente si sposta alla scuola del pittore Agostino Ridolfi. Belluno non consente al giovane Andrea di ricevere nozioni artistiche scultoree di grande livello; si reca quindi a Venezia presso l'amico bellunese Antonio Buzzati, che lo affida alla bottega dello scultore Filippo Parodi. Nel 1679 Brustolon si sposta a Roma dove viene affascinato dalla figura del grande Gian Lorenzo Bernini.A Roma lascia la famosa Sala del Brustolon al Palazzo del Quirinale.  Nel 1682 ritorna a Venezia dove rimane per alcuni anni si dedica alla produzione di mobili in legno: numerosi furono i suoi committenti nobili, ad esempio i Correr e i Pisani; ma suoi grandi patroni furono in particolare i Venier, per i quali realizzò portavaso, poltrone e oggetti vari di arredamento ora conservati al Museo del 700 Veneziano di Cà Rezzonico. Nel 1695 si stabilisce definitivamente a Belluno dove inizia la sua grande ed eccezionale produzione di pale d'altare, statue, tabernacoli e opere in legno di tutti i generi. Brustolon è sicuramente un artista che si inserisce, con tutta la sua abilità, nella realtà del tempo in cui opera e può essere considerato tra le figure più rappresentative della scultura italiana barocca. Fu soprannominato il "Michelagelo del Legno". Letteratura "Andrea Brustolon 1662 - 1732, il Michelangelo del legno" Skira editore; "Andrea Brustolon, opere restaurate - La scultura lignea in età barocca", Spiazzi - Mazza.

Altre opere di mano certa del Brustolon messe a confronto con le nostre (studi d'attribuzione - vedi ultime foto di questa scheda):

A) Dettaglio di candelabro di Andrea Brustolon, San Trovaso, Venezia. 1700 c.a

B) Andrea Brustolon, rappresentazione di putti e draghi marini scolpiti (dettaglio, Francia, collezione privata)

C) Putto attribuito ad Andrea Brustolon di proprietà dell'Arcidiocesi di Padova (vedi link a fondo pagina). Vi è grande affinità con le nostre opere anche se la qualità di quella dell'aricidiocesi (a sinistra) appare leggermente inferiore nella rappresentazione dei dettagli (bottega?)

D) Confronto con dettaglio di scultura di Andrea Brustolon, Museo Diocesano di Feltre (Belluno)

E) Confronto con dettagli di disegni progettuali per dei putti orginali di Andrea Brustolon 1700 c.a

I confronti mostrano evidenti affinità molto marcate:

 Trattamento del viso: le fisionomie sono estremamente simili, in particolare il taglio degli occhi, la rotondità delle guance e la conformazione della bocca.

Postura dinamica e dinamismo barocco: Le posture, il senso del volo o dell’azione, le torsioni dei corpi nei cherubini, esprimono il movimento teatrale e fluido tipico di Brustolon.  I putti di Brustolon non sono mai statici. C'è una tensione muscolare e un movimento rotatorio (tipico del barocco veneziano del primo '700) che si ritrova nella torsione dei busti e nella posizione delle gambe delle nostre sculture.

Capigliatura: i riccioli folti e ben modellati sono pressoché identici, con una lavorazione plastica molto riconoscibile.

Trattamento materico: sebbene cambino i materiali (doratura, legno brunito, ecc.), il modo di modellare le superfici, in particolare la pelle e i lineamenti, è sorprendentemente coerente.

Altre considerazioni:

​Trattamento delle Carni: Nonostante siano in legno dorato, le forme sono "morbide" ma definite, con quelle caratteristiche pieghe della pelle (sulle caviglie e sui polsi) che Brustolon curava con precisione quasi anatomica. ​

Capigliatura e Dettagli: I riccioli profondamente scavati e il piumaggio delle ali, molto strutturato, richiamano la tecnica virtuosistica dell'intagliatore bellunese. Nel confronto con il pezzo di Treviso, si nota come le ciocche siano lavorate con la stessa "profondità". Non sono solo graffiate sulla superficie, ma scavate per creare ombre nette.

L'addome e il bacino: Si nota come nei nostri putti e nell'opera di Treviso il ventre sia pronunciato in modo identico, con quella leggera "piega" sopra il pube che conferisce realismo e morbidezza.

​La muscolatura delle gambe: La resa delle cosce tornite e il modo in cui il ginocchio si raccorda al polpaccio sono sovrapponibili. È un'anatomia "eroica" ma applicata a un corpo infantile, tipica del Brustolon.

​L'inclinazione del volto: La testa reclinata all'indietro con gli occhi socchiusi che sono visibili nell'opera conservata in Francia messa a confronto è quasi speculare ai nostri putti. Questa scelta stilistica serviva a dare enfasi drammatica e a catturare la luce dall'alto.

La Struttura Dinamica ​Le nostre sculture non sono semplici "figure", ma veri e propri motori di movimento. Nelle opere del Brustolon, le braccia che sorreggono la cornucopia non sono rigide, ma assecondano la torsione di tutto il corpo.

Conclusione: I confronti sono ben fondati. Le affinità stilistiche tra i cherubini dorati e le opere comparate  indicano con chiara evidenza che trattasi di opere dello stesso autore o, comunque ma meno probabilmente, della stessa bottega.

In conformità a quanto stabilito dal Nuovo Codice dei Beni Culturali, la società venditrice fornisce contestualmente alla vendita dettagliata garanzia scritta fotografica d'originalità e provenienza delle opere vendute. I dati con cui vengono descritte le opere e poi contenuti nelle garanzie scritte sono determinazioni espresse frutto di accurate e documentate indagini tecnico/storico/artistiche, finanche di rilievo peritale.  Ne è vietata la copiatura e duplicazione per motivi commerciali e/o per descrivere  altre opere in vendita anche se ritenute in qualche modo affini.

 
Enciclopedia AnticoAntico

Questo pezzo fa parte della storia e dello stile: Il Settecento: Arte, Cultura e Società.

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