Cristo Crocifisso, scultura in legno di tiglio di cm.46x46, ultimi anni del Quattrocento.
Caratterizzano l'opera una posa frontale composta e solenne, la gracile muscolatura e il perizoma di tela gessata, le membra delicate, il volto con i tratti sottili non gravato da un’espressione di sofferenza, la barba bifida appuntita, le labbra carnose dischiuse, gli occhi allungati con la palpebra abbassata.
Autore dell'opera è Leonardo del Tasso, principale esponente della nota famiglia di artisti fiorentini, stretto e qualificato collaboratore di Benedetto da Maiano, dal quale nel 1497 aveva ereditato la bottega “nella via de’ Servi”.
La matrice maianesca è ben riconoscibile nella resa morbida della muscolatura priva di tensioni, nella lavorazione del legno sensibile ai morbidi trapassi chiaroscurali.
Nella serenità del Cristo morente, Leonardo del Tasso si fa interprete di una iconografia nuova che si stacca dalla tradizione quattrocentesca per privilegiare un’immagine del Crocifisso non sfigurato dal dolore, testimone di un senso della morte sereno nell’affidarsi a Dio; nuova è anche la posa della testa, quasi adagiata sulla spalla destra, nonchè la consistenza dei capelli spartiti a ciocche e intagliati con vigore come fossero serpenti aggrovigliati, sofisticati nelle ricadute attorte a spirale.
Il perizoma di tela gessata annodato sull’addome aderente al corpo ne sottolinea il plasticismo, mentre l’accurato intaglio spiega l’imprimitura (gesso e colla) poco spessa, sulla quale è steso un sottile strato di policromia; un sapiente restauro condotto dalla Dr.ssa Anna Fulimeni nel suo studio di Firenze ha restituito in particolare la policromia cenerino del carnato.
L’esemplare rientra in un ‘corpus’ di Crocifissi databili tra il 1495 ed il 1500 che secondo una parte degli studi replicano un famoso modello, considerato prototipo, conservato oggi al Museo Nazionale del Bargello a Firenze (il c.d. "Cristo Gallino").
Il Crocifisso qui presentato costituisce una nuova acquisizione al catalogo di Leonardo del Tasso, ed è corredato da una scheda storico-critica predisposta dallo Storico dell’Arte autore degli studi più recenti e completi su questo scultore.