Questa incantevole composizione raffigura una coppia di cherubini in stucco, realizzata in Sicilia nella prima metà del XVIII secolo secondo la poetica della scuola di Giacomo Serpotta, sommo maestro del Barocco palermitano. I volti infantili emergono con dolcezza da un soffice nuvolario, mentre le ali dorate, modellate con impasti a rilievo e ritoccate a missione, incorniciano le teste con un movimento sinuoso che amplifica la luce.
Il modello evidenzia la tipica terribilità leggera di Serpotta: bocche socchiuse in un sussurro celestiale, pupille appena abbozzate, riccioli mossi che assecondano l’andamento della composizione. La mano dell’artista, pur anonima, rivela una sorprendente padronanza del materiale: lo stucco appare compatto ma vibrante, impreziosito da patina coeva che conserva leggere craquelure d’età.
Nel corso del XX secolo l’opera è stata montata su una base lignea rettangolare (cm 95,5 x 58 x 30) finemente dipinta a finto marmo verde di Prato, scelta che ne valorizza il contrasto cromatico e consente una comoda esposizione da parete. La bordatura dorata che separa i putti dallo sfondo dialoga con le ali, creando un contorno morbido e continuo.
Perfetta da inserire sopra una console o come raffinato punto focale in una sala di rappresentanza, questa scultura trasmette il fascino senza tempo del Barocco siciliano e racconta la devozione, la grazia e la teatralità tipiche delle cantorie e degli oratori decorati da Serpotta. Un pezzo museale per collezionisti esigenti e interior designer in cerca di autenticità.
Questo pezzo fa parte della storia e dello stile: Il Settecento: Arte, Cultura e Società.