Dimensioni: 68 X 36 cm
Questa bellissima coppia di specchierine in maiolica sono state eseguite in Veneto nel Settecento. Presentano una cornice sagomata in maiolica bianca con fiori arricchita con dorature. Alla base un mascherone dalla cui bocca si dipartono due candelieri in metallo dipinto, anch'essi originali del XVIII secolo. I paralumi sono nuovi e recentemente aggiunti. Al centro entrambe presentano un vetro inciso alla lavorazione al mercurio anch'esso originale de Settecento.
Sul retro un legno sostenitivo è stato aggiunto posteriormente.
Materiale
ceramica (maiolica), metallo dipinto, vetro inciso
Stile
Luigi XV
Epoca
Settecento
Ambientazione
La loro conformazione ed il loro colore ne permette una ambientazione anche in un contesto moderno.
Figura di Cavaliere inciso del Settecento
L'incisione originale del Settecento del vetro inciso della specchierina sinistra presenta la figura di un cavaliere. La testa è rivolta verso sinistra a "guardare" la figura di dama della specchiera destra.
Reggi candele
I reggi candele sono in metallo dipinto e anch'essi originali del XVIII secolo.
Figura di Dama incisa del Settecento
L'incisione originale del Settecento della specchierina destra raffigura una dama con la testa rivolta verso destra a "guardare" la figura di cavaliere della specchierina sinistra.
Il Settecento e lo sviluppo della ceramica a Nove
Le origini storiche della ceramica di Nove risalgono al secolo XVIII°, e più precisamente alla metà di esso, quando gli organi preposti dalla Serenissima Repubblica alla gestione economica incentivarono e promossero la nascita di manifatture del settore per contrastare l’importazione di ceramiche da altri centri, quali soprattutto Lodi, Faenza e Genova.
Nacque così la prima manifattura ceramica, quella dei Manardi di Bassano del Grappa. A Rivarotta, tra Angarano e Nove, nel 1719 fu stipulato il patto societario tra Giovanni Battista Antonibon e Giovanni Maria Moretto, al fine di organizzare un “negozio di cristallina” e usare i suoi mulini a Rivarotta.
Nel 1727 verrà fondata la ditta Antonibon a Nove, la quale, ottenuto nel 1732 dal Senato della Serenissima il privilegio dell’esenzione da tutti i dazi per vent’anni e il diritto di aprire un negozio a Venezia, divenne la fabbrica di ceramiche più importante della Repubblica Veneta.
Nel 1762 Pasquale Antonibon ottenne in concessione dal Senato della Serenissima gli stessi privilegi per la commercializzazione della porcellana già ottenuti pochi anni prima dagli Hewelcke a Udine e poi a Venezia. La ditta Antonibon fu la quinta in Italia a produrre la porcellana, dopo quella dei Vezzi (1720-27), di Doccia (dal 1737), di Capodimonte (dal 1743) e degli Hewelcke (1757-1765).
Fine ‘700: la terraglia e la maiolica
Dal 1786 Giovanni Maria Baccin avviò la produzione della “terraglia ad uso inglese”, che si ottiene aggiungendo all’argilla plastica carbonato di calcio e di magnesio e silice. Un materiale meno costoso rispetto alla porcellana, di color bianco. Si realizzano diverse tipologie di oggetti: dalle giardiniere, ai sottobicchieri, alla tazza con piatto, ai cestini con tecnica cosiddetta “a spaghetto”, a vasi con decoro in bleu tipo Delft.