ANSELMO BUCCI
(Fossombrone, 1887 - Monza, 1955)
Allo specchio, 1917
Olio su tela, cm 59 x 48
Firmato e datato in basso a destra: “BUCCI / Milano 1917”
Sul verso: firma, titolo e data autografi
Provenienza: Collezione Mario Fossati; Eredi Bucci.
Esposizioni: L’Arte Itinerante del Novecento Italiano, Milano, Studiolo, marzo-aprile 2011.
Bibliografia: Anselmo Bucci - La collezione Mario Fossati, Milano, 2009, n. 149; L’Arte Itinerante del Novecento Italiano, a cura di N. Colombo e G. Cribiori, Allemandi & C., 2011.
L’opera reca in calce la firma e l’esplicito riferimento a Milano, città in cui l'artista si trova a sostare nel 1917 grazie a una licenza militare. Si tratta di una parentesi di congedo temporaneo e di parziale ritorno alla vita civile: un anno denso e transitorio, che vedrà Bucci muoversi tra l'Italia e Parigi prima di essere richiamato sotto le armi nel 1918. Questo status di "sospensione" esistenziale si riflette direttamente sulla tela. A catalizzare l'attenzione è un soggetto misterioso e a tratti perturbante: la giovane donna ritratta di spalle – identificabile con la compagna parigina Juliette, che sembra coprirsi il volto – non corrisponde alla figura riflessa nello specchio. Quest'ultima si materializza come una visione onirica o spettrale, scardinando le regole del ritratto tradizionale per dar voce alle angosce sotterranee del tempo.
Questa forte virata verso il sogno trova una straordinaria corrispondenza nel contesto culturale milanese di quei mesi. Proprio nel 1917, infatti, la Galleria Pesaro ospita la Mostra delle Tre Venezie, in cui espone Alberto Martini, indiscusso maestro dell'onirico e del Simbolismo grafico. Bucci, che in quello stesso anno stringe un legame strettissimo con la galleria di via Manzoni – dove presenterà a settembre la sua mostra personale “Pittura di guerra” –, sembra subire il fascino del simbolismo visionario di Martini, dove il sogno è inteso come dimensione puramente onirica e psicologica. Non si tratta più del sonno elegiaco, letterario o di sapore preraffaellita, inteso come transizione spirituale o stato di pre-morte; l'elemento che invade lo specchio è una proiezione dell'inconscio.
Al lirismo della visione fa da contrappunto una straordinaria sapienza compositiva: il raffinato tema floreale di gusto matissiano, che decora la camicetta in primo piano, dona all’opera un perfetto equilibrio e un compiuto completamento estetico. Pochi tocchi di rosso vivo accendono e arricchiscono una tavolozza magistralmente calibrata sui toni freddi e profondi dei verdi e dei blu, da sempre cifre cromatiche inconfondibili della pittura "bucciana".
G.C.
Questo pezzo fa parte della storia e dello stile: Allegoria: Guida Completa.