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Il Teatro nel Settecento: Goldoni e l'Opera

Tempo di lettura: ~7 min  |  A cura di AnticoAntico

Il Teatro nel Settecento: Goldoni e l'Opera, due anime dello spettacolo

Il Settecento fu un secolo di fermento culturale, sociale e politico. Questo si rifletté profondamente nel mondo dello spettacolo, con il teatro che divenne uno specchio della società e un luogo di dibattito. Due forme teatrali dominarono la scena: la commedia, con la rivoluzione goldoniana, e l'opera, con la sua evoluzione e diffusione europea. Entrambe, pur diverse, contribuirono a definire l'estetica e il gusto dell'epoca. Per comprendere meglio il contesto generale dell'epoca, si può consultare la nostra guida sul Settecento.

La Riforma Goldoniana: dalla Commedia dell'Arte al Teatro di Carattere

Carlo Goldoni (1707-1793) è la figura centrale del teatro italiano del Settecento. La sua opera segnò una rottura netta con la tradizione della Commedia dell'Arte, un genere popolare basato sull'improvvisazione, le maschere fisse e i lazzi (gag comiche). Goldoni, pur partendo da questo genere, mirò a creare un teatro più realistico e borghese, in cui i personaggi, pur mantenendo alcuni tratti tipici, fossero caratterizzati psicologicamente e le trame fossero più complesse e coerenti. Uno dei modi per come riconoscere '700 è proprio l'evoluzione del teatro verso una maggiore introspezione psicologica dei personaggi.

La riforma goldoniana si articola in diversi punti chiave:

Tra le opere più celebri di Goldoni ricordiamo "La Locandiera", "La bottega del caffè", "I rusteghi" e "Le baruffe chiozzotte". Queste commedie, ancora oggi rappresentate, testimoniano la modernità e l'universalità del suo teatro. Gli stili '700 riflettevano un desiderio di razionalità e chiarezza, che si manifesta anche nella riforma goldoniana.

L'Opera nel Settecento: Trionfo del Belcanto e Nascita dell'Opera Buffa

Parallelamente alla riforma goldoniana, l'opera continuò a essere una forma di spettacolo estremamente popolare nel Settecento. L'opera seria, con i suoi temi mitologici e storici, continuò a dominare la scena, ma il secolo vide anche la nascita e l'affermazione dell'opera buffa, un genere più leggero e comico che si ispirava alla Commedia dell'Arte e alla vita quotidiana.

L'opera seria nel Settecento fu caratterizzata dal trionfo del belcanto, uno stile vocale che esaltava la bellezza del suono, l'agilità e la virtuosità dei cantanti. I castrati, cantanti maschi evirati in età prepuberale per conservare una voce acuta e potente, furono le star indiscusse dell'opera seria. Compositori come Händel, Vivaldi e Gluck scrissero opere per le loro voci eccezionali.

L'opera buffa, nata come intermezzo comico all'interno dell'opera seria, si sviluppò gradualmente come genere autonomo. A differenza dell'opera seria, l'opera buffa presentava personaggi più realistici e situazioni comiche, spesso ispirate alla vita quotidiana. Il linguaggio era più semplice e diretto, e l'importanza del canto virtuoso diminuiva a favore della recitazione e dell'azione scenica. Giovanni Battista Pergolesi, con la sua "Serva Padrona", è considerato uno dei padri dell'opera buffa.

L'opera buffa ebbe un successo straordinario in tutta Europa, contribuendo a democratizzare il teatro e a portare un pubblico più ampio a godere della musica e dello spettacolo. Compositori come Mozart, con "Le nozze di Figaro" e "Così fan tutte", portarono l'opera buffa a vette di perfezione artistica, combinando la comicità con una profonda introspezione psicologica dei personaggi. La storia '700 è intrisa di innovazioni teatrali, e l'opera buffa ne è un esempio lampante.

Conclusione

Il teatro nel Settecento fu un'epoca di grandi cambiamenti e innovazioni. La riforma goldoniana e l'affermazione dell'opera buffa segnarono una svolta nella storia dello spettacolo, aprendo la strada a nuove forme di espressione e a un pubblico più vasto e diversificato. Entrambi i generi teatrali contribuirono a definire l'estetica e il gusto dell'epoca, e le loro opere continuano ad essere rappresentate e apprezzate ancora oggi.

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