Cod: 244757
Natura Morta con Ortolano Maestro della Natura Morta Acquavella
Autore : Maestro della Natura Morta Acquavella
Epoca: Seicento
Restauri: ottimo stato di conservazione

Un dipinto appartenente ad un autore sconosciuto e facente parte di un gruppo di nature morte è stato attribuito al maestro della natura morta Acquavella attivo a Roma nel 1615 - 1630. Questo dipinto è stato esposto alla mostra dedicata alla natura morta italiana unitamente ad una natura morta con frutta e due putti. Nella stessa esposizione figurava anche una tela raffigurante musicanti con natura morta di uva e strumenti musicali. L'analisi dei grappoli e delle foglie d'uva presenti nel dipinto qui esposto con gli stessi presenti negli altri dipinti ha evidenziato sorprendenti ed inconfutabili analogie.

Come più volte accennato nelle nature morte del maestro della natura morta Acquavella accanto ai brani naturalistici compaiono la raffigurazione di putti, personaggi o giovani sognatori; é assai probabile che il nostro dipinto appartenga ad una fase matura che potremmo definire prebarocca, a questa fase appartengono altri dipinti come i musicanti con natura morta e strumenti musicali o due meloni di cantalupo con due putti.

L'analisi compiuta sul gruppo di nature morte che la critica in quasi mezzo secolo di studi ha catalogato sotto il maestro della natura morta Acquavella è stata appassionante e rivelatrice di un artista dal nome oscuro ma dal talento limpidissimo; inoltre essa è stata determinante nel consentirci di collocare correttamente il nostro inedito e meraviglioso dipinto.

Di primo acchito, osservando questo intrigante capolavoro, lo sguardo è attirato dalla figura di uomo con barba, forse un ortolano, che porta al mercato le sue primizie: il volto è orientato verso lo spettatore mentre la mano sinistra regge una cesta colma di frutta; alle spalle verso sinistra appare una finestra oltre la quale si protende un ramo recante una zucca gialla americana ( cucurbita pepo, un ortaggio coltivato in Olanda e nelle Fiandre ).

La parte destra della composizione presenta brani di natura morta di rigogliosa bellezza da cui lo sguardo rimane abbagliato dai frutti ritratti nella cesta retta dall'anziano personaggio; nei primi piani mele sparse a sfiorare la canestra di mele collocate sulla destra; nei secondi sopra un ripiano una canestra colma di uva bianca e nera con dei tralci di vite.

Quest'ultimo brano risulta particolarmente significativo in quanto incarna la poetica giovanile del maestro della natura morta Acquavella in modo così limpido da sembrare quasi una firma autografa. Trattasi infatti di un motivo ricorrente nelle opere del mirabile artista presente in quasi tutte le sue opere.

Il tema della canestra di frutta con tralci di uva è un invenzione del Caravaggio, il prototipo va individuato nella famosa canestra di frutta della pinacoteca Ambrosiana cui segue la splendida canestra di frutta tenuta fra le mani della galleria borghese di Roma.
L'idea dunque risale al Merisi, mentre il famigerato Maestro della natura morta Acquavella ne rimase affascinato e ne trasse stimoli non solo per sviluppare in modo personale il soggetto ma anche piu in generale per elaborare una poetica improntata alla luminosità quasi ad inserirsi nel solco del Merisi e a porsi in linea di continuità caravvagesca. Anche il naturalismo del tralcio di vite è di ascendenza caravaggesca.

In tutte queste opere accanto alla canestra compare un tralcio di vite elemento naturalistico amatissimo dal maestro che lo ritrae con un realismo degno dei pittori di natura morta olandesi e fiamminghi.

L'inedita tela nella quale traspare limpidamente la mano del maestro evidenzia nei primi piani un anatomia delle cose naturali così penetrante da rendere tutt'altro che sconveniente il confronto con le nature morte del Caravaggio.

Possiamo trovare il medesimo senso artistico presente qua in numerose tele attribuite al maestro della natura morta Acquavella come la natura Morta Acquavella, la Natura morta con canestra con frutta e due bambini di collezione privata oppure natura morta della collezione Haboldt.

Analizzando la nostra tela ci è parso opportuno chiamare a raccolta buona parte dei dipinti attribuiti al maestro della natura morta Acquavella  non solo per avvalorare la nostra attribuzione, ma anche per aggiungere un'altra splendida pagina al catalogo di questo anonimo e mirabile artista.

Questa è stata l'occasione per scoprire la grandezza misteriosa ed abbagliante del nostro pittore il quale per originalità espressiva e profondità poetica è in tutto degno di reggere il confronto con i più grandi artisti di ogni tempo.

Misure 104 x 143 senza cornice e 133 x 172 con cornice

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Dr. Riccardo Moneghini

Storico dell'Arte

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