Cod: 231379
Natura Morta con Fiori, Frutta e Verdura Felice Rubbiani
Epoca: Settecento
prezzo: € 6.800
Restauri: ottimo stato di conservazione

Questa originale ''Natura morta di frutta e fiori", dipinto a olio su tela, cm 145 x 115 senza cornice e 160 x 130 cm con superba cornice coeva, assai singolare per la sua libera e dinamica presentazione di alcuni brani di frutta su irregolari ripiani di roccia, sbozzati irregolarmente e disposti a varie altezze, con in basso una brocca con bouquet floreale e alcuni funghi, e in alto una squadrata apertura su un cielo azzurrino, è assegnabile alla mano di Felice Rubbiani (Modena 1677 - Villa San Pancrazio 1752), in uno dei suoi momenti di più felice verve inventiva e scioltezza pittorica.

Una paternità alla quale riconduce chiaramente il riscontro di alcune delle sue tipiche tipologie, come gli acini delle uve, i rami arricciati e le foglie sfrangiate dei viticci, le piccole pere bislunghe, la rosa rossa spampanata, eseguite con rapidi tocchi di pennello e decisi contrasti chiaroscurali. 

Un opera in cui il Rubbiani, pur confermando il leggiadro gusto arcadico delle sue ambientazioni all'aria aperta, lo sottende in questo caso con una declinazione in erpretativa più libera ed estrosa, aperta a suggestioni di timbro rococò, probabilmente avvertibili anche nel clima più provinciale di Modena, tramite il fervido allineamento della vicina aristocrazia parmense alla moda transalpina. 

La figura del Rubbiani, allievo prediletto di G.D. Bettini, aveva avuto una prima qualificata introduzione, stesa da D. Biagi Maino (La natura morta in Italia, Electa ed., 1989, I, pp. 432-433) che opportunamente riportò quanto scritto dal Tiraboschi (1 1-86). Cioè l'abbandono dei fondi scuri per "i campi chiari", seguendo l'esempio del maestro, ma con l'ardita innovazione di dipingere fiori e frutta "su fondi leggiadri e vivi, ornati ancora talvolta di lontananze e architetture", esulando dalle lassiche equilibrate composizioni del maestro e dei contemporanei colleghi emiliani. a favore di ariose e movimentate presentazioni. 

Peculiarità a cui il Rubbiani concede ampia esplicazione nella presente ''Natura morta", trovando già salienti raffronti nelle opere pubblicate dalla 
Biagi Maino in particolare i "Fiori e frutta in un paesaggio" (op. cit., n. 519), ricondotto alla sua mano da un' errata precedente attribuzione. 


Ulteriori riscontri in proposito 'si possono esaminare nel più nutrito repertorio approntato da G. e U, Bocchi nel volume Naturaliter (Galleria D'Orlane, 1998), in cui è offerto un quadro aggiornato e piu esaustivo sull'opera del Rubbiani, che, grazie al suo "piacevole disordine" espositi o, riesce a bilanciare positivamente l'esilità delle sue abbreviate e succinte rese mimetiche, come nel quadro qui preso in esame. Qualità che lo distinguono nel 'barocchetto" della contemporanea specializzazione emiliana, meritandogli l attenzione riservatagli da M. Pirondini (ArteEmiliana dalle raccolte storiche al nuovo collezionismo, Artioli ed. , Modena 1998). 

L'opera, come ogni nostro oggetto, viene venduta corredata da un certificato fotografico FIMA di autenticità e lecita provenienza; questo documento identifica l'oggetto apportando un valore aggiunto all'articolo.

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Dr. Riccardo Moneghini

Storico dell'Arte

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