Cod: 196034
Natura Morta Bartolomeo Castelli
Autore : Bartolomeo Castelli ( Roma 1696 - 1738 )
Epoca: Seicento
prezzo: € 12.500
Restauri: ottimo stato di conservazione

Questa rilevante Natura morta, dipinto a olio su tela, cm. 51 x 66 senza cornice e 66 x 81 cm con cornice, composta da vari tipi di uve, una zucca, delle pesche, due ciliegie e due susine, un melograno ed altri frutti, contornati da foglie e viticci degli stessi, disposta con un apparente disordine estemporaneo su una lastra di pietra e su un ripiano retrostante, è una sapida e rappresentativa testimonianza di Bartolomeo Castelli (Roma 1696 – 1738), detto anche “Spadino junior”, in quanto figlio di Giovanni Paolo, più noto ab antiquo col suddetto appellativo. Una paternità alla quale si può risalire con sicurezza sulla base del riscontro del suo tratto stilistico e pittorico, che trova conferma nel raffronto con varie sue opere di accertata autografia.

 

Infatti la figura dello “Spadino junior” è ormai stata lucidamente distinta da quella del padre nel volume curato da G. e U. Bocchi, Pittori di natura morta a Roma. Artisti italiani 1630 – 1750 (Arti Grafiche Castello, Viadana 2005, pp. 625-659), in cui tirando le file delle precedenti ricerche avviate da F. Bologna a fine anni ’60, e poi riprese da L.Salerno a fine anni ’80, hanno ricostruito un nutrito catalogo dell’autore che morì assai giovane, poco dopo il padre, presso il quale si dovette senza meno formare, preferendo riprendere però la maniera arcaizzante di Michelanglo Pace, per aderire solo parzialmente alla esuberanza barocca del genitore, del quale comunque seguì sostanzialmente i moduli espositivi. Punto di partenza per la ricostruzione del più giovane esponente della famiglia Castelli sono state le piccole “Nature morte” della Galleria Spada, ricondotte alla sua mano da F. Zeri sulla base di precisi apporti documentari. Un campo in cui determinanti sono stati i nuovi contributi ritrovati ed esposti da G. e O. Michel (in “Colloqui del Sodalizio tra studiosi d’Arte”, Roma 1976-80; e voce “Castelli”, in D.B.I. vol. XXI, 1977).

 

Comunque nella succitata ricostruzione della sua figura, risulta più marcata la tendenza di Bartolomeo junior di seguire le orme dello omonimo zio, morto nel 1686, piuttosto che quelle del padre; al quale comunque venne progressivamente avvicinandosi, pur mantenendo una tendenza a una volumetria più solida e a un linearismo più incisivo, nonché a un cromatismo più delicato e mai sgargiante come in Giovanni Paolo. Su tali basi i Bocchi hanno ricostruito un nutrito catalogo del pittore, che risulta quasi tutto convincente, e che comprende inoltre alcune opere firmate, come le tre piccole soprapporte di collezione privata, recanti sul verso della tela originale la scritta “Spadino”, come uno dei due tondi già alla Sotheby’s di New York (op. cit. figg. 10-12 e 41-42).

 

Naturalmente molte opere, come la serie dei tondi - i Bocchi ne pubblicano ben dodici (op. cit., figg. 35-46), tutti strettamente affini tra loro - da considerarsi della maturità, purtroppo assai breve, considerando la sua morte a soli 42 anni, denunciano un’emancipazione dai modi più aridi e piuttosto rigidi del gruppo della Spada, per avvicinarsi alla più raffinata veste pittorica del genitore, anche in conformità con l’epoca in cui egli ebbe ad agire, quando a Roma si veniva già manifestando una la tendenza a un contenimento classicistico dell’esuberanza barocca precedente, con precoci aperture al Rococò. Un gusto espositivo che attiene armoniosamente al dipinto qui preso in esame, in cui la sintetica resa delle volumetrie delle pesche, come l’accartocciarsi delle foglie, richiamano ancora alla memoria i suoi dipinti da considerarsi giovanili, lasciando però ampio adito a una calda intensità cromatico-luministica che sottende a tutta la composizione, sotto l’azione di una luce diretta trasversale. Qualità che sono appunto da riferire alla piena maturità di Bartolomeo Castelli, che fu uso firmarsi con l’appellativo di “Spadino”, divenuto probabilmente una sorta di marchio della bottega.

 

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Dr. Riccardo Moneghini

Esperto in pittura antica - perito del tribunale

 

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