Cod: 195365
DIPINTO OLIO SU RAME, ENTOURAGE DI ANTON VAN DYCK
Autore : Entourage di Anton Van Dyck
Epoca: Seicento
prezzo: € 3.600

Presentiamo al pubblico di AnticSwiss questo olio dipinto su rame raffigurante il tema iconografico biblico della "Deposizione di Cristo", opera databile alla prima metà del XVII secolo e proveniente da un'artista dell'entourage del grande Anton Van Dyck (Anversa 1599 – Londra 1641).

Origine: scuola fiamminga
Materiale: olio su rame
Dimensioni : 36,8 cm Altezza X 51,3 cm Lunghezza

Lo spettatore si trova dinnanzi ad uno dei più conosciuti episodi della Passione di Cristo, quello finale, narrato da tutti e quattro Vangeli Canonici di Luca, Matteo, Giovanni e Marco.

La composizione ruota intorno al corpo pallido del Redentore, che trasversalmente attraversa l'opera adagiato con la testa reclinata sulle gambe della Vergine Maria e disteso, nella sua interezza, su di un panno bianco ancora sporco di sangue di cui percepiamo la consistenza materica ed il peso del personaggio su di esso. Intorno al figlio di Dio si sviluppa concentricamente il movimento di quattro figure, dense di pathos, cui leggiamo da sinistra verso destra la partecipazione di due angeli, uno piangente, l'altro con le mani giunte, un personaggio con la tunica rossa, (Giuseppe d'Aramitea o San Giovanni, sto verificando chi è il personaggio) e sulla estrema destra, la Madonna, che, con un gesto ed una mimica facciale teatrale, patisce la morte del proprio figlio. E' un lamentio universale, è il pentimento dell'umanità intera, rea di aver commesso il più grande peccato.

La parte bassa del rame è occupato dalla quasi impercettibile ma altamente simbolica presenza degli strumenti della "Passio Christi", ovvero i chiodi, la corona di spine ed un bacile. Tutto risolto con sintetici tocchi di pennello di colore bianco che permettono al pittore di farli risaltare dal bruno terroso del Golgota.
Il biancore dell'incarnato del Nazareno, privo dell'afflusso sanguigno, ed il biancore del panno, risplendono nella tetra generalità dell'opera, contraddistinta da una tavolozza dalle tonalità scure.
Uno sprazzo di rosso scarlatto (una tonalità di rosso che tende lievemente all'arancione), utilizzato per la veste di (Giuseppe d'Aramitea o San Giovanni, sto verificando chi è il personaggio) accende timidamente il centro della composizione.

Il primo piano della scena lascia spazio ad un timido fondale alle spalle dei personaggi ritratti; 
Un cielo, cupo e minaccioso, incombe sul monte Calvario, così come fosco e pesante appare lo scarno dirupo roccioso che presenzia la parte destra della scena, alle spalle di Maria.

L'opera è una fotografia di dolore, una scena pregna di commozione in cui si piange una morte, la morte di colui che ha sacrificato se stesso per l'umanità. E' dunque un pianto corale quello evidenziato dall'artista, un pianto che invita alla più profonda riflessione sul tema del sacrificio e sull'amore verso il prossimo.

È stata eseguita tutta la consueta indagine ottica di routine, tramite le tecniche della riflettologia e visione dell'opera alla lampada di Wood, affermiamo che non si notano ridipinture e restauri rilevanti, la materia é genuina e databile al periodo citato. Aggiungo che il rame come ogni metallo, subisce una ossidazione naturale nel corso del tempo; osservando il retro della nostra tavola, essa corrisponde a questa ossidazione naturale e rispecchia la colorazione classica della patina seicentesca

Certificato dell'Esperto della Galleria, con foto e firma.

Vorremo ringraziarvi ancora per la fiducia che ci avete dimostrato in questi anni e rimaniamo a vostra disposizione per eventuali ulteriori domande. 

Pagamenti personalizzati.

Sergio Schina
antiquario Fima -Cinoa Italy

 

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