Cod: 278559
Coppia di putti festanti, Giovanni Stefano Danedi, detto il Montalto (1612 – 1690)
Epoca: Seicento

Giovanni Stefano Danedi, detto il Montalto (Treviglio, 1612 – Milano, 1690)
Coppia di putti festanti
(2) Olio su tela, cm 155 x 78 - con cornice cm 166 x 87

La figura del putto, tradizionalmente collegata ad una fanciullesca conduzione della vita, esalta allegoricamente l’allegria e la bellezza insite nel quotidiano, ricavabili da elementi concreti intorno a noi. Nella presente coppia di tele i puttini raffigurati agiscono placidamente con elementi metaforici delle stagioni, quali pesche e cardellini, grappoli d’uva e spighe di grano, a significare non solo la metà calda e quella fredda dell’anno solare, ma con questo anche il lento scorrere della vita, da cogliersi in ogni suo istante.  La raffigurazione di putti rappresenta un vero emblema della poetica pittorica barocca italiana, incentrata sulla piacevolezza decorativa di tali soggetti, intesa a sostituire l’ideale classico di bellezza con una grazia più delicata e ‘capricciosa’.
La coppia di dipinti è riferita alla mano di Giovanni Stefano Danedi, detto il Montalto (1612 - 1690). I formalismi tipici dell’artista, ricorrenti estesamente all’interno del suo corpus pittorico, quali la carica emotiva conferita dalla calda luminosità, caratterizzano anche la coppia in esame. L’iconicità dei presenti putti è riscontrabile anche negli angioletti e nel Bambino del Cristo e angeli, noto variamente come Bacco dormiente, della Collezione dei dipinti del Castello Sforzesco di Milano, e nell’amorino della Didone abbandonata della medesima raccolta civica. Si considerino inoltre gli angioletti affrescati proprio dall’artista entro la Moltiplicazione dei pani del Duomo di Monza e in quelli della pala con S. Maria Maddalena de’ Pazzi per la Chiesa di S. Maria del Carmine milanese: pari l’atteggiamento, eguale la giocosa esuberanza. I brani di natura morta che accompagnano i putti si rifanno ad analoghe composizioni opera dei Danedi a Palazzo Borromeo sull’Isola Bella coadiuvati dal Pittore di Carlo Torre; si tratta di sei dipinti raffiguranti Giochi di putti con fiori e due con Giochi di putti e frutta, citati in un inventario del 1690 della Collezione di Vitaliano Borromeo.
Il Montalto, fratello minore di Giuseppe, discepolo di Guido Reni, raccolse l’eredità artistica del Morazzone tra gli anni Trenta e Quaranta del XVII secolo, accostandovi le innovazioni di Francesco Cairo. L’Orlandi fu il primo critico a segnalarne la biografia, entro l’Abbecedario pittorico del 1704. La prima opera firmata “Stefano Daneda”, ossia un Compianto di Cristo conservato al Museo di Castelvecchio veronese, consente di individuare una prima fase stilistica nel corpus dell’artista, che negli anni successivi si volse a influenze venete e genovesi. Intorno al 1648, dopo un breve soggiorno a Roma, il suo linguaggio artistico si aggiorna in senso decisamente barocco come documentano gli affreschi eseguiti in quello stesso anno nel presbiterio del Duomo di Monza. Di imprescindibile importanza nella concezione materica delle sue opere furono le suggestioni mediate da Giovanni Battista Carlone e Domenico Piola, Procaccini e Discepoli (a Genova sembra guardare anche il robusto naturalismo e la tonalità calda, bruno-rossiccia), anche se l’artista seppe accogliere successivamente un’impronta più cortonesca, come si vede negli affreschi di tematica profana di Villa Frisani (1656), progettata dal milanese Francesco Maria Richini nel 1654 a Corbetta (celebre è anche lo studiolo al piano terreno, con la raffigurazione delle allegorie delle quattro stagioni ove è presente uno dei rari ritratti del Richini). Proprio in questo ciclo pittorico il Danedi esprime la sua adesione al nuovo linguaggio barocco - che a Milano ha i suoi maggiori punti di riferimento in Pietro Nuvolone e nello Storer. Egli si atterrà sempre più negli anni successivi, come mostrano soprattutto gli affreschi della sesta e della settima cappella di destra nella Certosa di Pavia (1671-1688) e la decorazione della XVII cappella e della cupola del Santuario del Sacro Monte di Varallo. La carriera di Stefano Montalto, dispiegata con la stessa generosità tanto sul versante privato che su quello pubblico, fu coronata dalla nomina a “primo Direttore” della nuova Accademia di San Luca di Milano, che aprì i battenti nel 1688.

Con Ars Antiqua è possibile dilazionare tutti gli importi fino a € 5.000 a TASSO ZERO, per un totale di 12 RATE.
Es. Tot. € 4.500 = Rata mensile € 375 per 12 mesi.
Es. Tot. € 3.600 = Rata mensile € 720 per 5 mesi.
Per importi superiori a € 5.000 o per una maggiore dilazione nel tempo (oltre 12 rate), possiamo fornire un pagamento personalizzato.
Contattaci direttamente per avere il miglior preventivo.

DIRETTE TV
– DOMENICA 17.00 – 21.00 Dig.terr. 126 – 821 Sky
– MERCOLEDÌ 21.00 – 00.00 Dig.terr. 126 – 821 Sky
– VENERDÌ 21.00 – 23.00 Dig.terr. 134 – 821 Sky
– In streaming sul nostro sito www.arsantiquasrl.com e sui nostri social Facebook e Youtube

Powered by Anticoantico
Anticoantico srl unipersonale P.Iva 02264621208 REA BO-425315 Capitale sociale 50.000€ interamente versato
Disclaimer | Privacy Policy