Cod: 271586
Federico Bencovich detto il Dalmatino, antico dipinto religioso San Francesco di Paola
Autore : Federico Bencovich (Almissa -Dalmazia, 1677 – Gorizia, 8 luglio 1753)
Epoca: Settecento

Dipinto di Federico Bencovich detto il Dalmatino o il Federighetto (Almissa -Dalmazia, 1677 – Gorizia, 8 luglio 1753 ) raffigurante San Francesco di Paola, olio su tela,  XVIII secolo. L'opera è provvista di una preziosa cornice in legno intagliato e dorato dei primi decenni del XVII secolo.

Dimensioni : Altezza 99  cm Lunghezza 74 cm

In ottimo stato di conservazione. 

L'opera è di indubbia qualità pittorica e, date le sue caratteristiche stilistiche, è da ascrivere alla fase "tenebrosa" del pittore, la fase che il Pallucchini individua come prima fase, quella mistica connotata da tonalità drammatiche e da una sottile vena espressionistica, vena che agirà tanto sul Piazzetta quanto sul giovane Tiepolo. Un linguaggio oramai espressione dello spirito rococò di carattere patetico e dotato di gelida grazia. La tavolozza è giocata su un termometro cromatico freddo e ombroso rischiarato dall'incarnato madreperlato del Santo e dai volti dei cherubini che chiudono la composizione nell'angolo di sinistra.

Alcuni dipinti del Dalmatino li conosciamo solo attraverso incisioni come il S. Gaetano, inciso da A. Schmutzer, il S. Sebastiano, inciso dallo stesso Bencovich ed una Santa in estasi, incisa da Gaetano Bianchi nel 1730. Al Bencovich si attribuiscono vari disegni di carattere piuttosto eterogeneo, uno dei più interessanti è nostro S. Francesco di Paola conservato all'Albertina di Vienna, inciso dal Pítteri. Molte delle sue tele sono conservate nelle più prestigiose collezioni museali d'Europa.

Il dipinto è pubblicato sul terzo volume delle Collezioni Private bergamasche, fig.822, "Monumento Bergomensia", Bergamo 1982.

Lo sviluppo artistico del Bencovich muove i primi passi attraverso la pittura di Carlo Cignani e di Giuseppe Maria Crespi a Bologna, cosicché nella sua pittura niziale possiamo scorgere accenti dell'accademismo del Cignani e accenti del naturalismo crespiano; si formerà poi nel vivace ambiente veneziano per poi passare alla corte viennese confermandosi uno tra i maggiori esponenti della pittura settecentesca dell'Italia settentrionale e della Mittle-europa contribuendo a dare un forte impulso all'avvio della pittura rococò austriaca e bavarese.

Bibliografia

Donati, Federico Bencovich detto "Ferigheto Dalmatino, Archivio storico per la Dalmazia IV,21,1927.
Palucchini, Federico Bencovich, Rivista d'Arte III, 1932
Palucchini, Profilo di Federico Bencovich, La critica d'arte I,1936.

Kruno Prijatelj, Benković, Zagabria, 1952.
Rodolfo Pallucchini, La pittura veneta, Milano, 1995.
Peter Oluf Krückmann, Federico Bencovich 1677 - 1753, Hildesheim, Zürich, New York, 1988

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