Cod: 322969
San Matteo e l’Angelo, Cerchia di Camillo Procaccini (Bologna 1561 - 1629 Milano)
Autore : Pittore attivo in Lombardia nel XVII secolo
Epoca: Seicento
prezzo: € 11.800
Restauri: Eccellenti condizioni di conservazione
Pittore attivo in Lombardia, a Milano, nel XVII secolo
Cerchia di Camillo Procaccini (Bologna 1561 - 1629 Milano)
San Matteo e l’Angelo
 
Olio su tela (Cm. 120 x 96 - In cornice 135 x 112 cm.)
 
Dettagli completi del presente dipinto direttamente al seguente - link -
 
La tela che vi illustriamo, connotata da una rimarchevole capacità espressiva, vede ritratto l’Evangelista Matteo, impegnato nella scrittura del suo Vangelo, mentre accoglie le indicazioni dell’angelo apparso alle sue spalle, che diverrà suo attributo iconografico.
L’intenso gioco dei loro sguardi riconduce al significato simbolico, racchiuso nella tradizione cattolica, di collaborazione tra Dio e uomo, e rimanda ad una sorta di rappresentazione teatrale dove le azioni dei due protagonisti si fondono perfettamente.
San Matteo è seduto al suo scrittoio, ha appena interrotto la scrittura per intingere la penna nel calamaio e voltarsi nel contempo ed osservare il messaggero divino, come necessitasse di un aiuto.
Il suo sguardo è attento, devoto, rispettoso, in attesa di cogliere il sacro verbo, e diretto verso il gesto eloquente dell'angelo che tiene la conta con le mani della genealogia di Cristo. Il messaggero infatti non guida direttamente le mani di San Matteo ma conta con le dita ripercorrendo le generazioni che collegano Cristo al re Davide (precisamente le 42 generazioni degli Antenati di Gesù).
A risaltare nel dipinto sono i colori, vividi e caldi, che conferiscono una grande morbidezza, e la potente luce che irradia la scena, che sembra diretta al gesto dell’angelo, come a voler far risaltare il suo ruolo di guida.
L’opera si ascrive perfettamente alla corrente pittorica lombarda del Seicento, periodo artistico straordinariamente felice che, specialmente nella prima metà del secolo, vide succedersi una schiera impressionante di personalità artistiche di primo piano.
Anche se meriterebbe uno studio specifico, che ne identifichi in modo più ristretto la paternità, la nostra tela, con la sua diretta e coinvolgente intensità devozionale, richiama in particolare le opere di Camillo Procaccini (Bologna 1561 - Milano 1629 Milano), e può essere assegnata ad un autore della sua cerchia.
Figlio d’arte ed appartenente ad una grande famiglia di pittori, inizia la sua formazione proprio nella bottega del padre Ercole Procaccini il Vecchio, per poi trasferisti a Milano nel 1587. Qui lavorerà per gran parte della sua carriera, divenendo uno dei protagonisti della locale scena artistica tra la fine del XVI ed il XVII secolo. Ispirandosi pur sempre ai modelli del manierismo emiliano, il nostro dipinto si collega alle opere più mature, in cui il suo stile formalmente chiaro (memore dell’esempio dei Carracci) si allontana però dal senso drammatico, contraddistinto dagli eccessi chiaroscurali, che caratterizzarono il linguaggio più propriamente lombardo di Morazzone, Cerano e Giulio Cesare Procaccini.
Eccellenti condizioni di conservazione. Bella cornice in legno dorato, non coeva.

INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:
L’opera viene venduta corredata di certificato di autenticità e approfondimento descrittivo dettagliato.
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