Cod: 273627
Pittore attivo a Roma nel XVII secolo, Ritratto di fanciulla con colomba (Allegoria della purezza)
Autore : Pittore attivo a Roma nel XVII/XVIII secolo
Epoca: Seicento
prezzo: € 5.900
Restauri: Eccellenti condizioni di conservazione
Scuola romana del XVII/XVIII secolo
Cerchia del Domenichino, Domenico Zampieri (Bologna 1581 – Napoli 1641)
Ritratto di fanciulla con colomba (come Allegoria della purezza)
 
Olio su tela, cm 74 X 59, Con bella cornice intagliata e dorata cm. 98 x 83
 
 
Questa giovane fanciulla, che qui posa con tanta incantevole grazia, è ritratta mentre volge lo sguardo, carico di dolcezza, verso destra accennando un pacato sorriso. Il suo viso dolce e delicato ha i toni rosei della fanciullezza, mentre i capelli mossi e lunghi sono raccolti e avvolti in un morbido lussuoso turbante, come fastoso e ricco nei panneggi è l’abito che indossa, color blu lapislazzuli, che le lascia scoperta parte della spalla. La sua mano destra stringe delicatamente una colomba bianca con una grande ala spiegata.
 
È così che si mostra all’osservatore questo magnifico ritratto femminile, che si tratterebbe presumibilmente di un’immagine nel contempo allegorica, come del resto dimostra l’aspetto idealizzato della fanciulla.
 
Il caratteri del volto, di una bellezza che evoca il classicismo, è allusiva pertanto alla purezza, alla rettitudine e alla pace (sia materiale che spirituale), evocata dalla presenza del candido animale. Tale riferimento sarebbe avvallato dal copricapo della giovane, un turbante appunto, tipico accessorio portato dalle Sibille, le giovani vergini devote al dio Apollo, profetesse che enunciavano profezie.
 
Dal punto sei vista stilistico, una prima analisi potrebbe condurre l’opera ad un autore educato alla disciplina del tardo classicismo bolognese, ugualmente soave nelle fisionomie femminili, che ha guardato il Reni dei primi decenni del Seicento.
 
Allo stesso tempo, però, la libertà della posa diagonale e l’ariosità della materia, con il sua apice nel colore luminoso del bianco e del rosato dell’incarnato, sono fortemente improntate al tardo barocco romano, con quella corrente che a partire dalla metà del Seicento, a Roma, di fa portatrice d una classicismo che tende a realizzare composizioni di semplicità e chiarezza narrativa, trasfigurate in un ideale di bellezza classica, di raffaellesca memoria.
 
La figura, in definitiva, caratterizzata da raffinatezza, compostezza e da una notevole cura nei dettagli, non può quindi che evocare alla mente certe opere realizzate in particolare da Domenichino, pseudonimo di Domenico Zampieri (Bologna 1581 – Napoli 1641), maestro del classicismo seicentesco, emulato nello stile da molti autori sia del Seicento che poi del secolo successivo.
 
Opera presentata in eccellenti condizioni di conservazione. Cornice dorata antica.
 
Certificato di garanzia ed autenticità fotografico a norma di legge
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