Cod: 272849
L'Annunciazione, Bottega di Carlo Maratta (Ancona 1625 - Roma 1713)
Autore : Pittore romano inizi XVIII sec., bottega Maratta
Epoca: Primi del Settecento
prezzo: € 9.200
Pittore romano dei primi del XVIII secolo
Bottega di Carlo Maratta (Ancona 1625 - Roma 1713)
L'Annunciazione
 
olio su tela, cm. 95 x 74
incorniciato cm. 114 x 91
 
 
Questo superbo dipinto, caratterizzato da un’etereo alone di sacralità, immortala in primissimo piano l’episodio dell’Annunciazione, capace di coinvolgere lo spettatore grazie alla sua diretta e coinvolgente intensità devozionale.
L’opera si presenta con uno schema iconografico e stilistico piuttosto consolidato, dove l’Arcangelo Gabriele, sulla destra, porge il supremo annuncio alla Vergine fanciulla assorta nella sua lettura, mentre con una mano indica la colomba irradiata di luce divina, emblema dello Spirito Santo.
Meritevole certamente di uno studio più approfondito, che ne identifichi specificatamente la paternità, la tela è da assegnare alla mano di un talentuoso pittore di matrice romana, ed attivo nei primi del Settecento. Osservandone i caratteri stilistici e la definizione dei dettagli, nonché la stessa struttura compositiva, siamo propensi ad avvicinarne l’esecuzione all'entourage di Carlo Maratta (Ancona 1625 - Roma 1713), uno dei più illustri esponenti del classicismo seicentesco, e presumibilmente ad un talentoso allievo della sua florida bottega.
Il dipinto si presenta con uno stile raffinato, riuscendo a calibrare il gusto del classicismo con un barocco privo di eccessi, due tendenze contrastanti ma che proprio grazie al Maratta iniziarono a conciliarsi con risultati sorprendenti. Le sue creazioni costituirono un modello di riferimento assoluto, paradigma di uno stile pittorico equilibrato ma sorprendente in ogni sua componente (disegno, colore, composizione, iconografia), facendone un punto di riferimento indiscusso della scena artistica romana, nonché una fonte di ispirazione per il classicismo europeo.
L’opera in esame, pur presentando un carattere illustrativo molto indipendente, richiama le qualità emotive e pittoriche del maestro, che ideò specifiche iconografie mariane distinte da un’ideale di bellezza idealizzata: il volto della Vergine, ad esempio, con il suo sorriso beato sul viso, ed ancora la particolare posa in cui viene immortalato l’angelo.
Merita infine menzione la preziosità dei pigmenti utilizzati, ravvivati dall’intenso blu di lapislazzuli utilizzato per dipingere il mantello della Vergine, tipico pigmento utilizzato dalla bottega marattesca per evocare la trascendenza e, dunque, la sua natura divina.
Il dipinto, le cui ottime condizioni ci offrono una lettura ottimale, denota una pennellata precisa e di indubbia qualità.
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