Cod: 251013
La strage degli innocenti, Pittore manierista-fiamminga del XVI secolo
Autore : Pittore manierista-fiamminga del XVI secolo
Epoca: Cinquecento
prezzo: € 6.800
Restauri: Buone condizioni di conservazione
Pittore manierista-fiamminga del XVI secolo - La strage degli innocenti
Fine del XVI secolo
olio su tavola
cm. 39 x 50, In cornice cm. 57 x 68
 
 
Questa fascinosa opera su tavola cinquecentesca, dal vigoroso gusto manierista, mette in scena l’episodio della Strage degli Innocenti, attraverso una composizione di grande effetto emozionale; L’episodio biblico, tratto dal vangelo di Matteo (2,1-16) è l'epilogo in cui Erode re di Giudea “lui mandò a uccidere tutti i bambini che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio, che avessero meno di due anni”.
La scena spicca per il groviglio di corpi: dei soldati, uno dei quali a cavallo, delle donne, e dei loro figli trucidati. Una scena violenta, ma stemperata dal carattere teatrale della rappresentazione, più simile a gorgo di attori che a un vero massacro. Le linee, che danno vita al senso di movimento e confusione, rivelano una conoscenza del primo manierismo, con reminescenze legate agli insegnamenti di Raffaello o Michelangelo.
Il dipinto infonde grande fascino a chiunque ama e colleziona opere di questa epoca, contraddistinte come nel nostro caso da un’alta qualità ed da una forza espressiva non comune. Da notare la dettagliate resa dei singoli personaggi, rappresentati con precisa attenzione ai volti ed ai panneggi delle vesti. 
La scena del massacro è convulsa e drammatica, con le madri che cercano di salvare i propri figli dagli attacchi dei soldati. Una di esse, nella parte destra della composizione, reagisce rabbiosa al sopruso subito afferrando i capelli di un soldato romano che le sta strappando la creatura, un’altra reagisce mordendogli il braccio.
Punto focale e dell’opera, lo splendido cavallo bianco, visto da dietro, ed il soldato in armatura con l'elmo, che ha appena strappato il suo bambino a una donna inginocchiata per terra.
A destra, appoggiata a un piedistallo di pietra, una donna in lacrime, i suoi due figli esanimi davanti a lei.
Questo racconto, fondamentale per la tradizione cristiana, fu un soggetto molto raffigurato e ripetuto dagli artisti nei secoli: l'episodio insegnava a coloro che non potevano leggere le sacre scritture quanto la sete di potere di un singolo uomo potesse essere pericolosa.
 
CONSERVAZIONE: La tavola si trova in ottimo stato di conservazione. Piano in legno leggermente arcuato. L'opera è accompagnata dalla cornice del XVII, in ottime condizioni.
 
L'opera, come ogni nostro oggetto, è corredata di certificato di autenticità fotografico a norma di legge.
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