Cod: 236393
Ecce Homo, Atelier di Bartolomé Esteban Murillo (Siviglia 1617 - 1682)
Autore : Atelier di Bartolomé Esteban Murillo (Siviglia 161
Epoca: Seicento
prezzo: € 6.500
Restauri: Eccellenti condizioni di conservazione
Atelier di Bartolomé Esteban Murillo (Siviglia 1617 - 1682)
Ecce Homo
 
Maestro spagnolo del XVII secolo
Olio su tela, 56 x 43 cm.
Incorniciato 71 x 60 cm.
Questo intenso Ecce Homo, carico di photos e di raffinata qualità, è opera di un pittore attivo nella bottega del sivigliano Bartolomé Esteban Murillo (1617 - 1682); ricalcando le composizioni del grande maestro, l’artista si cimenta brillantemente con questo classico della pittura religiosa, dove lo stile drammatico barocco si concretizza con un sapiente gioco di luci ed ombre, risaltato dall’intenso rosso della tunica del Cristo.
 
L’opera mostra in toto le caratteristiche dello stile del Murillo, che eseguì numerose versioni di questo soggetto durante la sua carriera, ma con elementi di grande innovazione, il ché dimostra che il nostro autore non ha ha pedissequamente copiato le opere, ma ne ha apportato la propria notevole personalità. In particolare, per la comparazione iconografica, si veda il superbo Ecce Homo di Murillo proposto presso Sotheby's a Londra il 5 luglio 2017. Link: https://www.sothebys.com/en/auctions/ecatalogue/2017/old-masters-evening-sale-l17033/lot.32.html.
 
L'Ecce Homo è l'episodio evangelico durante il quale Gesù, in attesa della sua condanna e dopo la flagellazione, viene presentato al popolo da Ponzio Pilato, allora governatore romano della Giudea. Ecce homo, espressione che significa letteralmente Ecco l'Uomo, fu la frase pronunciata da Pilato per designare Gesù flagellato e coronato di spine.
 
La tela immortala il momento in cui Gesù accetta il suo destino finale: nel suo volto, non solo la sua umiliazione ma un momento di profonda introspezione e di emozione. E’ inoltre possibile constatarne la maestria mentre cattura con le sue pennellate i delicati muscoli del busto attraverso l'uso del colore e della luce, creando sottili contrasti che definiscono la figura di Cristo.
 
L'artista riesce a catturare con estremo realismo le diverse trame, dalla morbidezza della pelle alla ruvidezza delle corde che legano i polsi o alla durezza della corona di spine.
 
Bartolomé Esteban Murillo imparò le basi della pittura presso il pittore Juan del Castillo (1584-1640), qui conobbe la pittura fiamminga, perché Siviglia all'epoca intratteneva importanti contatti commerciali con il Nord Europa. Tra il 1641 e il 1644, si recò poi a Madrid per studiare le opere di Rubens, Van Dyck, Tiziano, maestri che influenzarono fortemente il suo modo di dipingere.
 
Con expertise d'autenticità (FIMA-CINOA).
 
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