Cod: 224301
Cristo cade sotto la croce, bottega di Antonio Campi (Cremona, 1524-1587)
Autore : Bottega di Antonio Campi (Cremona, 1524-1587)
Epoca: Cinquecento
prezzo: € 7.500
Restauri: Buone condizioni di conservazione
Pittore lombardo, fine XVI - primi XVII secolo
Bottega di Antonio Campi (Cremona, 1524-1587)
Cristo cade sotto la croce
 
Olio su tela, cm. 92 x 75
Con cornice cm. 106 x 89
Dettagli completi link
 
L’opera, raffigurante la salita al Calvario della Passione di Cristo, rivela caratteri stilistici conformi alla pittura lombarda, e più precisamente cremonese, della seconda metà del Cinquecento, riferibili negli esiti alle creazioni di Antonio Campi (Cremona, 1524-1587).
I Campi furono una famiglia di pittori attivi in modo particolare a Cremona, ma anche a Bergamo, Milano e Brescia durante il XVI secolo. Nelle loro creazioni svilupparono uno stile che incorporava elementi manieristici con alcuni della scuola veneziana tizianesca, accanto a influenze tedesche e fiamminghe.
Tali commistioni di influenze sono perfettamente riscontrabile nella nostre composizione, di livello qualitativo tale da paventare l'ipotesi di trovarsi al cospetto di un'opera nata all'interno della bottega dei Campi.
La composizione vede Gesù cadere sotto il supplizio della croce, sulla via del Calvario: l’episodio mostra notevole forza espressiva, sostenuta dalla volontà descrittiva che il pittore ha voluto dedicare alla scena.
Cristo è genuflesso, caduto a terra sotto il peso della croce, avvolto in una veste rosso vermiglio, colore del martirio, e incoronato di spine. Sta cercando di rialzarsi, appoggiandosi a una pietra, con lo sguardo fisso verso il basso, come volesse incrociare quello dei fedeli che diventano compartecipi della sua Passione: l’opera infatti, probabilmente parte di un altare, era destinata ad essere posta in alto rispetto allo spettatore.
Accanto a lui un soldato che, di spalle, strattona la corda legata in vita a Gesù senza pietà, e Simone il Cirene che solleva la croce in gesto di aiuto. In secondo piano sono ritratti la Vergine ed il discepolo Giovanni che si porta le mani al viso, come in un segno di preghiera.
Alle spalle dei protagonisti una zona collinare dove lontana si scorge la città di Gerusalemme (in realtà il pittore potrebbe aver ritratto una città del Nord Italia, probabile città natale del committente).
Di chiara ascendenza lombarda, con echi veneti e fiamminghi, la grande rilevanza attribuita alla luce e all’uso del colore: l’ambiente è percorso da un intenso bagliore, dominato da un cielo suggestivo avviato al tramonto, che irradia i personaggi, enfatizzando una gamma cromatica particolarmente vivace.
Stato di conservazione:
Considerata l'epoca, la tela si presenta in ottimo stato di conservazione, non ancora restaurata ed ancora in patina.
L’esame alla lampada di wood non mostra restauri di rilievo, con un tessuto pittorico quasi totalmente originale, se non per qualche ritocco nel cielo e sul polpaccio del soldato (su richiesta le foto con fluorescenza all’ultravioletto).
Presente un vecchio reintelo. Completa di cornice antica, non coeva
.
L'opera è accompagnata da un expertise di autenticità fotografico a norma di legge (FIMA - CINOA).
Per ulteriori informazioni siete invitati a contattarci.
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