Cod: 201347
Natura morta con vaso, ghirlanda di fiori e tre amorini, Attribuito a Franz Werner Von Tamm detto Monsù Daparait (1658-1724)
Autore : Franz Werner Von Tamm (1658 - 1724)
Epoca: Seicento
prezzo: € 13.800

Attribuito a Franz Werner Von Tamm detto Monsù Daparait (1658-1724) 

Natura morta con vaso, ghirlanda di fiori e tre amorini

Scuola romana della seconda metà del XVII secolo

Olio su tela, cm 122 x 97

Dettagli completi su: www.antichitacastelbarco.it

Questa magnifica tela, di grandi dimensioni e raffigurante una sfarzosa composizione floreale sorretta da piccoli cupidi svolazzanti, va ricondotta, sia per i caratteri stilistici che per il gusto compositivo, ad un maestro attivo nella fervida Roma barocca seicentesca.

L'opera presenta una vecchia attribuzione al maestro Franz Werner von Tamm detto Monsù Daparait (1658-1724), che noi avvaliamo con cautela, in attesa di uno studio più approfondito.

Artista tedesco che svolse a Roma una carriera di grande successo (tra il 1680 e il 1695 circa) il Von Tamm fu autore di diversi dipinti di soggetto simile al nostro, con composizioni floreali, nature morte con festoni e vasi ricolmi di fiori, spesso animati da figure di putti, talvolta realizzati in collaborazione di artisti italiani come Giacinto Brandi, Carlo Maratti e Giambattista Gaulli 'il Baciccio'.

Franz Werner von Tamm fu di certo una delle personalità più variegate nel folto novero dei naturamortisti, italiani e stranieri, attivi a Roma. Qui divenne celebre anche per aver sostituito Karel von Vogelaer nei favori del caposcuola Maratti, quale suo collaboratore in una fortunata serie di dipinti rappresentanti 'Putti con festoni di fiori', commissionati dal marchese Pallavicini per la sua collezione.

Non di meno, infine, vanno menzionati i richiami con l'indirizzo tracciato da Abraham Brueghel, così pure il forte collegamento con gli atelier di Mario Nuzzi dei Fiori e Giovanni Stanchi, due tra i più importanti fioranti italiani del Seicento, ed in particolare intorno al 1670/1680, quando la loro estetica si accosta completamente al barocco. L’intensa e brillante cromia della nostra raffinata composizione floreale ricorda molto da vicino la cifra stilistica del Nuzzi, i cui numerosi esercizi sul tema sono caratterizzati da un grande equilibrio e da una attenta risoluzione agli effetti tridimensionali. Puntano evidentemente in direzione dell’ambiente romano dell’ultimo Seicento anche i due putti, realizzati probabilmente da una mano diversa e, come già ipotizzato, riferibili a un artista prossimo a Carlo Maratta, o anche in rapporto con Guglielmo Cortese, pittore sempre attivo nell’Urbe nella seconda metà del XVII secolo.

Opera accompagnata da certificato di autenticità. Per maggiori informazioni, siete invitati a contattarci.

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