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Step into a world where history, artistry, and luxury intertwine. Our exclusive collection of antique jewellery offers a rare glimpse into bygone eras, showcasing masterpieces crafted with unparalleled skill and timeless elegance. Each piece is more than just an adornment; it's a tangible link to the past, carrying stories of grand occasions, intimate moments, and evolving fashions.
Our curated selection spans centuries, allowing you to explore the distinct characteristics of various historical periods:
Unlike mass-produced modern jewellery, every antique piece is unique, bearing the hallmarks of its age and the individual artisan who created it. From the subtle patina of aged metal to the distinctive cuts of antique gemstones, these qualities contribute to their unparalleled charm and value. Investing in antique jewellery means owning a piece of history, an heirloom to be cherished and passed down through generations.
For those interested in delving deeper into the history of jewellery, we recommend exploring resources such as the Victoria and Albert Museum's Jewellery Collection, a treasure trove of information and stunning examples. Another excellent resource is the Gemological Institute of America (GIA), which offers extensive knowledge on gemstones commonly found in antique pieces.
Antique jewellery is not only a statement of personal style but also a wise investment. Its rarity, historical significance, and enduring craftsmanship ensure its value appreciates over time. Whether you seek a stunning engagement ring, a unique necklace, or a pair of elegant earrings, our collection offers an array of choices to suit every discerning taste.
Embrace the elegance of a bygone era and find a piece that resonates with your spirit, a true testament to enduring beauty and artistry.
L'identificazione dei punzoni è il punto di partenza per la catalogazione di un gioiello d'epoca. Questi piccoli marchi impressi sul metallo prezioso rivelano la purezza della lega (caratura dell'oro o titolo dell'argento), l'artefice (marchio di fabbrica) e l'ufficio di saggio della città di provenienza. Ad esempio, la presenza della testa d'aquila indica l'oro a 18 carati nella Francia post-1838, mentre il leone passante certifica l'argento sterling inglese. Per una datazione precisa, i nostri esperti incrociano questi simboli con lo stile della montatura e le tecniche di taglio delle gemme.
L'identificazione dei punzoni storici è fondamentale per autenticare un gioiello antico italiano. Prima dell'unificazione (1861), ogni stato preunitario aveva il proprio sistema di marchi: ad esempio, l'argenteria e l'oreficeria dello Stato Pontificio utilizzavano il punzone con le chiavi decussate o la tiara papale, mentre nel Regno delle Due Sicilie (periodo borbonico) si usavano punzoni con la testa di Partenope o del leone. Un esperto esamina queste micro-incisioni per determinare l'epoca (XVIII-XIX secolo), la provenienza geografica e la caratura dell'oro, garantendo l'autenticità e il valore storico del pezzo.
I punzoni (marchi impressi sul metallo) sono fondamentali per la datazione. Nei gioielli italiani, ad esempio, la punzonatura varia in base all'epoca e allo Stato preunitario (come il sistema borbonico o pontificio), fino alle riforme del Regno d'Italia e del periodo fascista (con il fascio littorio). All'estero, sistemi come gli "hallmarks" britannici offrono indicazioni precise su anno, città e purezza del metallo. Su AnticoAntico, ogni pezzo viene analizzato per decodificare questi marchi storici, garantendo l'autenticità e l'esatta attribuzione d'epoca.
I tagli storici, come il "taglio a rosa" (Rose cut) o il "vecchio taglio europeo", venivano eseguiti interamente a mano seguendo la forma naturale del grezzo. Rispetto alla brillantezza geometrica del taglio moderno, i diamanti antichi riflettono la luce in modo più caldo e morbido. Il loro valore non è definito meramente dalla caratura, ma dalla rarità storica, dall'integrità della montatura d'epoca e dallo stato di conservazione del gioiello inteso come opera d'arte unica.
I gioielli con micro-mosaico filato romano e i cammei incisi su conchiglia o pietra lavica di Torre del Greco rappresentano le vette del "Grand Tour" del XIX secolo e sono ambitissimi dai collezionisti. Il valore di un micro-mosaico si misura dalla densità e microscopicità delle tessere (più sono invisibili le fughe, maggiore è il pregio), mentre per i cammei si valuta la tridimensionalità dell'incisione e la fama dell'artigiano. Questi pezzi non sono solo ornamenti di straordinaria fattura, ma veri frammenti di storia dell'arte italiana, perfetti da abbinare anche a un outfit contemporaneo.
Il design divide nettamente queste due epoche d'oro dell'oreficeria. I gioielli vittoriani (1837-1901) celebrano il romanticismo e il naturalismo, caratterizzandosi per l'uso di oro a basso titolo, smalti, micro-mosaici e iconografie simboliche (come serpenti, cuori e fiori) o di lutto. Al contrario, il gioiello Art Déco (1920-1935) abbraccia la modernità industriale con geometrie rigorose, l'introduzione massiccia del platino e forti contrasti cromatici ottenuti accostando diamanti a pietre di colore dal taglio geometrico come zaffiri, smeraldi e rubini.
Prima del taglio brillante moderno codificato nel 1919, i diamanti venivano lavorati rigorosamente a mano. Il 'taglio a rosa' (rose cut), diffuso sin dal XVI secolo, presenta una base piatta e una cupola sfaccettata che dona una lucentezza morbida e suggestiva. Il 'taglio vecchio minatore' (old mine cut), tipico del Settecento e dell'Ottocento, presenta una forma squadrata con angoli arrotondati, una corona alta e una tavola piccola, studiata per massimizzare la rifrazione della luce sotto il tremolio delle candele dell'epoca.
I gioielli d'epoca offrono un'eleganza senza tempo che trascende le mode passeggere. Un anello Art Déco degli anni '20 o '30, caratterizzato da geometrie rigorose e contrasti tra platino, diamanti e zaffiri, si sposa magnificamente con il minimalismo moderno. Una spilla Liberty (Art Nouveau) italiana, con i suoi motivi floreali e linee sinuose in oro e smalto, può essere reinterpretata come fermaglio per capelli o applicata su giacche sartoriali contemporanee, dimostrando come l'antico possa dialogare con l'estetica d'avanguardia.
La qualità di un gioiello in micromosaico dell'Ottocento si valuta dalla minuteria delle tessere vitree (smalti filati): più sono infinitesimali e accostate senza fughe visibili, maggiore è il pregio artistico. Per la conservazione, è vitale verificare l'assenza di tessere mancanti. Trattandosi di un manufatto ultra-delicato, va tenuto al riparo dall'umidità e pulito esclusivamente con un pennello asciutto a setole morbidissime, evitando tassativamente lavaggi ad ultrasuoni o solventi liquidi che potrebbero sciogliere il mastice di supporto.
I gioielli antichi richiedono cure specifiche, specie se presentano montature storiche "a notte" (con foglia d'argento o d'oro sigillata sotto la gemma per aumentarne la rifrazione), che temono l'umidità e rischiano di annerirsi irreparabilmente a contatto con l'acqua. Le perle naturali e i cammei sono sensibili a profumi e agenti chimici; vanno puliti solo con un panno asciutto e morbido. Per i gioielli del XIX secolo montati in oro e argento, l'ossidazione naturale dell'argento è parte del loro fascino storico (patina) e non va rimossa con trattamenti aggressivi.
Nel mercato dei gioielli da collezione, l'integrità originale è fondamentale. Interventi invasivi, saldature moderne visibili (specialmente al laser non professionale) o la sostituzione di gemme originali con pietre di sintesi riducono drasticamente il valore storico e commerciale. Tuttavia, una semplice messa a misura o un restauro conservativo, se eseguiti da un maestro orafo specializzato in antiquariato con tecniche d'epoca e materiali coerenti, preservano la portabilità del gioiello senza intaccarne il valore collezionistico.
L'uso dello standard a 18 carati (750 millesimi) si è imposto globalmente solo in tempi recenti. Storicamente, ogni nazione regolamentava le leghe preziose in base a leggi interne e consuetudini. Nell'Inghilterra vittoriana ed edoardiana era comune l'uso dell'oro a 9kt (375), 12kt (500) e 15kt (625), quest'ultimo molto amato per la sua tonalità calda e la resistenza. Nell'Impero Austro-Ungarico era invece diffuso l'oro a 14kt (585). Questi punzoni storici non denotano un gioiello di minor valore, bensì ne certificano l'autenticità e la specifica provenienza geografica.
I diamanti con "taglio a rosa" (rose cut) o "taglio miniera antico" (old mine cut) possiedono un fascino magnetico e una lucentezza calda che i tagli moderni a brillante, standardizzati al computer, non possono replicare. Essendo tagliati interamente a mano tra il XVII e il XIX secolo, ogni pietra è unica e modellata per massimizzare la resa sotto la luce calda delle candele dell'epoca. Questa artigianalità rende i gioielli storici con diamanti antichi dei veri e propri beni rifugio e pezzi d'arte irripetibili, molto richiesti nel mercato d'élite italiano e internazionale.