Capriccio con il tempio di Vesta, Olio su tela


CHI E' IL VENDITORE
Milano -  MI (Milano) -  Italia
Telefono/Cellulare: 02 29529057 -     www.arsantiquasrl.com

Scheda articolo 167157
Capriccio con il tempio di Vesta, Olio su tela 
Epoca : Settecento

 

XVIII secolo, Pittore romano

Capriccio con il tempio di Vesta

Olio su tela, cm 65 x 72; con cornice cm 72 x 97

 

Il tempio di Vesta è un piccolo tempio rotondo (tholos) situato all'estremità orientale del Foro Romano a Roma, lungo la via Sacra accanto alla Regia ed alla Casa delle Vestali: insieme a quest'ultimo edificio costituiva un unico complesso religioso, con il nome di atrium Vestae. Gli autori antichi riportano concordemente l'origine del tempio di Vesta nell'età regia, ma, a causa probabilmente della costante presenza del fuoco, il tempio, nella sua sistemazione all'interno del Foro, subì numerose distruzioni per incendio e fu più volte ricostruito, mantenendo sempre l'identica pianta, ma aumentando in altezza.

La sua forma circolare venne ricondotta sia dalle fonti antiche (Ovidio, Fasti, 6, 261-262), sia nei primi studi archeologici, alla forma delle originarie capanne della Roma dell'VIII e VII secolo a.C., a causa anche della antichissima istituzione del culto di Vesta nella religione romana.

Il tempio fu interessato dagli incendi del 241 a.C. e del 210 a.C. (in seguito al quale si ebbe un esteso rimaneggiamento anche della casa delle Vestali). Alla successiva ricostruzione del tempio appartenevano probabilmente i resti di una profonda fondazione circolare in cementizio. Questa era dotata di una fossa centrale, che costituisce forse il ricettacolo di oggetti sacri del culto, di cui parla Varrone (penus Vestae, passo conservato nell'opera di Festo, 296 L), ovvero la fossa per le ceneri del fuoco sacro.

I resti dell'elevato di un podio in blocchi di tufo dell'Aniene, che sorgono sopra la fondazione, in passato attribuito ad una ricostruzione di epoca augustea dopo l'incendio del 14 a.C., sono stati in seguito attribuiti ad epoca più antica (I secolo a.C.). Si ipotizza quindi una ricostruzione dopo il grande incendio del 64 d.C., contemporaneamente allo spostamento e ingrandimento della casa delle Vestali: il tempio venne infatti rappresentato in monete dell'epoca di Nerone e dei successivi imperatori Flavi.

Una raffigurazione del tempio su un rilievo dell'epoca traianea attualmente alla Galleria degli Uffizi di Firenze lo mostra di ordine ionico, e con il podio a cui si addossano i piedistalli delle colonne, quindi conservati nella successiva fase severiana. Dopo l'incendio del 191 il tempio venne nuovamente ricostruito sotto il regno di Commodo da Giulia Domna, moglie del futuro imperatore Settimio Severo, nella forma attuale, conservando tuttavia la parte bassa (il podio e i piedistalli delle colonne e forse anche i loro fusti e basi) che si doveva essere preservata. Teodosio I nel 391 abolì i culti pagani, quindi anche il culto di Vesta, con una serie di decreti. Il sacro fuoco venne spento e l'ordine delle Vestali venne sciolto.

Dopo l'età romana il tempio era ancora conservato nel 1549, secondo la testimonianza dell'erudito Onofrio Panvinio, ma successivamente andò completamente distrutto fino alla sua riscoperta ad opera degli scavi archeologici ottocenteschi.

 
Provincia di visione: MI (Milano)  Italia
Prezzo:    Contattare
Via Pisacane n° 55
Milano -  MI (Milano) -  Italia
Telefono/Cellulare: 02 29529057 -

Richiedi info