Compianto sul Cristo morto, Terracotta policroma, Emilia, XVIII secolo


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Categoria : Sculture  > '700
Scheda articolo 167144
Compianto sul Cristo morto, Terracotta policroma, Emilia, XVIII secolo 
Epoca : Settecento

 

Emilia, XVIII secolo

Compianto sul Cristo morto

Terracotta policroma, cm 25 x 10 x 11


 

Il soggetto individua una dei momenti più drammatici e più densi di significato e introspezione dell'iconografia cristiana. In alcune interpretazioni iconografiche della Deposizione e del Compianto, Maria perde i sensi e sviene, ma la straziante consapevolezza della morte del Figlio avviene poco dopo: al dolore collettivo del gruppo di amici che si raduna per il Compianto si sostituisce, nel caso della Pietà, la disperazione privata, solitaria, inconsolabile di Maria che tiene sulle ginocchia per l'ultima volta il Figlio morto, prima di consegnarlo a Giuseppe d'Arimatea e a Nicodemo per la sepoltura. Questo soggetto non fa riferimento ad alcun passo evangelico, nemmeno ai Vangeli apocrifi, ma all'esperienza umana: svincolato dalla precisa osservanza di un testo, è stato ripetutamente interpretato dagli artisti di ogni epoca, con un'intensità emozionale rara. In questo caso un Angelo sorregge il braccio del Cristo e sembra asciugarsi le lacrime nella sua stessa mano.

La raffina terracotta in esame per impostazione stilistica e formale va riferita all'ambito bolognese del XVIII secolo. La definizione del soggetto, la raffinatezza plastica della sua lavorazione rimandano a questo ambito, il cui fascino e la cui qualità rimangono immutati nei secoli. Dall'opera di Giuseppe Maria Mazza (Bologna, 1653 – 1741), uno dei principali maestri bolognesi che tanta influenza ebbe sugli altri artisti emiliani, fino a Cesare Tiazzi (1743 – 1809), a cui può essere avvicinata la scultura in esame.

Scultore e ceramista centese è caratterizzato da uno stile vibrante e acceso capace di conferire forte emotività e valore espressivo alle sue opere. Un confronto stilistico può essere individuato con una Pietà esposta alla Pinacoteca di Cento, in occasione della mostra Cesare Tiazzi, uno scultore tra Cento e Bologna. Il fascino della terracotta (novembre 2011 – marzo 2012).

 

 
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