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Alessandro Longhi (1733-1818) - Attribuito
Moro albino con pappagallo

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Alessandro Longhi (1733-1818) - Attribuito

Ritratto di moro albino (*) vestito con la livrea di servizio di una nobile famiglia veneziana, che certamente teneva questo servo come una rarità esotica,  in coppia col pappagallo affidato alla sua cura.

Ciò non impediva all'albino di farsi benvolere, e infatti la chiave principale del ritratto è proprio nell'affabilità di questo servo più unico che raro, oltre che nell’arguto contrappunto tra il suo atteggiamento gentile e quello fiero del pappagallo, tanto impettito quanto l'albino sembra persino curvarsi per non apparire superiore a chi lo guarda.

Vi è anche la presenza di un levriero nella parte bassa del dipinto, di cui si intravvedono solo una parte del muso e del dorso coperto dal mantello;  ciò potrebbe indicare che la tela ha subito una decurtazione nei margini destro e inferiore,  ma può anche darsi che scena sia nata proprio così, con una inquadratura da fotografia istantanea, informale come i suoi protagonisti,  non rara nelle rappresentazioni veneziane di un'epoca in cui si ricercava il gusto della quotidianità corrente e familiare.

Il  quadro va ricondotto a un pittore attivo a Venezia poco dopo la metà del Settecento, come indicano l’elegante cromia veneziana, la libertà d’impaginazione, l’inserto animalistico nel gusto di Pietro Longhi, il goldoniano, "spiritoso" contrappunto nella coppia moro/pappagallo;  l'ipotesi più accreditabile è che si tratti di un'opera di  Alessandro Longhi (1733-1818),  del quale ricorre anche la stesura granulosa dello sfondo (che otteneva aggiungendo sabbia agli impasti).

Olio su tela databile intorno al 1760, misure cm.95 x 76, condizioni di conservazione più che buone.  

Cornice veneziana intagliata in stile canneté, patinata e dorata, di fabbricazione attuale.


(*)   Il solo ritratto analogo che è possibile citare riguarda l'albino Benedetto Silva d’Angola, “battezzato da camera” del granduca Cosimo III di Toscana dal 1710, attribuito ad Antonio Franchi e oggi conservato presso la Galleria Palatina di Firenze. Bibl.: S. Meloni Trkulja, in “L’Anima e il volto - Ritratto e fisiognomica”.