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Dipinti antichi

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Antonio Travi detto il Sestri - coppia di dipinti

coppia di dipinti olio su tela misure 150x103 raffiguranti il ritrovamento di Mosè e la Fuga in Egitto.
Pittore Antonio Travi detto il Sestri (1608-1665 Genova) expertise di Mauro Lucco

 Antonio Travi detto il Sestri - coppia di dipinti

Fruttivendola (scuola cremonese, sec. XVII)

Scuola cremonese del sec. XVII,
Fruttivendola
olio su tela, cm 114 x 90

La natura morta, comè noto, conobbe una notevolissima fortuna nella seconda metà del Cinquecento e poi nel corso del Seicento. Molti pittori si specializzarono in tali composizioni di genere, che giunsero a una tale diversificazione da includere, di volta in volta, anche figure umane e aperture paesaggistiche, com il caso nostro.
Il dipinto, eseguito verosimilmente al principio del XVII secolo, ambientato in un interno e ritrae una donna vestita di nero, in piedi di fronte ad un tavolo su cui fa mostra di sè una notevole quantità di frutta e ortaggi: ciliegie, uva, melograni, cavoli... In alto appesa una bilancia di rame scintillante sulle pareti scure della casa, mentre sulla sinistra della tela una finestra mostra uno scorcio di paesaggio con alberi e un cielo velato da calde tinte rosate.
Innanzitutto occorre rilevare l'interessante combinazione di elementi italiani e stranieri presenti nel dipinto, tanto che possibile supporre che l'anonimo autore sia uno straniero operante in Lombardia o, più precisamente, a Cremona, una città tradizionalmente ricca di esempi di natura morta. L'indugiare su certi dettagli dell'abito nero, sulle bordature argentee, sul doppio filo di perle, sull'ampio velo coprente le spalle sono elementi tipicamente italiani, mentre la disposizione fitta e quasi casuale di frutta e ortaggi sembrano avere uneco nordica.
La corpulenta donna, dal largo viso e dalle gote colorite, ritratta nell'atto di raccogliere alcune ciliegie dal cesto arancio che si trova nell'angolo del tavolo. La sua identità ancora misteriosa: la scena farebbe supporre si tratti di una fruttivendola, ma la ricchezza dell'abito e dei gioielli sembrano in contrasto con questa ipotesi (le fruttivendole nelle composizioni del tempo, infatti, vengono generalmente ritratte con abiti assai più dimessi).
I frutti, in questo caso, potrebbero avere una valenza simbolica, magari come segno di abbondanza e quindi emblema della ricchezza della donna.
Il pittore utilizza una pennellata sciolta e veloce e ama a tal punto indugiare sui particolari della frutta di cui mette in luce le eventuali ammaccature da essere in grado di restituirne immagini di notevole verosimiglianza.
Resta, infine, da osservare la bellezza e la poesia dello scorcio paesaggistico che si apre al di là del varco. Gli alberi dalle intense sfumature verdi e il cielo tinto di rosa richiamano alla mente alcuni riferimenti alla tradizione del paesaggio classico, di sapore quasi veneto, che sembrano confermare la collocazione del dipinto nella prima metà del Seicento.

 Fruttivendola (scuola cremonese, sec. XVII)

Rara madonna nera del seicento

Misteriosa ed estremamente rara "madonna nera" del XVII° secolo. Olio su tela dorata a foglia, con magnifica corona in rilievo decorata in parte con la tecnica della "brunitura". L'opera è in buone condizioni di conservazione. In alto a sinistra e a destra le abbreviazioni significanti "la madre di dio". Area culturale cattolica"austro-boema" del pieno '600. (Pr. I.C.O. 49447246). Maggiori dettagli a questo collegamento: http://www.principessasissi.com/paginenuove/madonnanera.htm Visita www.principessasissi.com per molti altri oggetti e utili informazioni per collezionisti.

 Rara madonna nera del seicento

dipinto olio su tela raf. ermes e orfeo scena pastorale

 dipinto olio su tela raf. ermes e orfeo scena pastorale

Miniatura. Misure cm: Ø 7, con cornice 11x11.

Miniatura.
Misure cm: Ø 7, con cornice 11x11.
Scuola italiana, centro Italia, Luigi XVI.
Dipinto ad olio su cartoncino, fixé.
 

 Miniatura. Misure cm: Ø 7, con cornice 11x11.

Pittura su vetro cod. 376b

Pittura su vetro raffigurante “Episodio Storico con Messaggero”, Italia del Nord, Settecento

Misure 21,50X17cm

 Pittura su vetro cod. 376b

Pittura su vetro cod. 845b

Pittura su vetro raffigurante “Episodio Storico”, Italia del Nord, Settecento

Misure 21,50X17cm

 Pittura su vetro cod. 845b

Pittura su vetro cod. 146t

Pittura su vetro raffigurante “Episodio Storico”, Italia del Nord, Settecento

Misure 21,50X17cm

 Pittura su vetro cod. 146t

Coppia pitture su vetro cod. 1250t

Coppia pitture su vetro raffiguante "Scene Sacre", Settecento Veneto

misure 54x43cm

 Coppia pitture su vetro cod. 1250t

dipinto caravaggesco raffigurante San Gerolamo

San Girolamo

Bologna seconda metà del seicento

 dipinto caravaggesco raffigurante San Gerolamo

dipinto caravaggesco raffigurante San Paolo

Bologna seconda metà del seicento

 dipinto caravaggesco raffigurante San Paolo

Olio su tela cod. 1235

Olio su tela raffigurante "Madonna in preghiera" scuola emiliana Settecento

Misure 48x59cm

 Olio su tela cod. 1235

Pendant di dipinti mitologici, ciascuno cm: h.99x129.

Pendant di dipinti mitologici.
Misure ciascuno cm: h.99x129.
Scuola francese, tra Seicento e Settecento.
Olio su tela, rintelati.
Cornici in stile coevo, intagliate e dorate a foglia.
 

 

 

 Pendant di dipinti mitologici, ciascuno cm: h.99x129.

La predica di Sant'Antonio da Padova ai pesci. Firmato e datato: F. Davis 1754. Olio su rame, cm.30x21

Il luminoso ed ampio paesaggio costiero qui rappresentato diventa proscenio per la rappresentazione di uniconografia assai rara: ovvero la predica di Sant'Antonio da Padova ai pesci, modellata sulla predica di San Francesco agli uccelli. Antonio, nato a Lisbona nel 1195 in una nobile famiglia, entrato nell'ordine francescano nel 1220 divenendo amico e discepolo di Francesco da subito, si dedicò soprattutto alla predicazione, svolgendo il proprio ministero in Africa, Francia, ed in Italia: soprattutto in Lombardia ed Emilia, fermandosi poi a Padova. Fu un ottimo predicatore e alla sua morte, a soli trentasei anni, gli tagliarono la lingua per farne una reliquia: ancor'oggi conservata a Padova. Il santo appare qui in primo piano, con l'aureola luminosa e con il saio francescano mentre, coadiuvato da un confratello, si rivolge ai pesci giunti sino alla riva, affollati intorno a lui per ascoltarne la parola. Più indietro altri personaggi, dai manti colorati, si agitano assistendo all'episodio miracolistico, ognuno minuziosamente descritto in ogni atteggiamento. La scena si svolge essenzialmente nella baia in primo piano mentre, il resto del dipinto, raffigura un luminoso paesaggio, dominato dalle tinte azzurre del mare, delle catene montuose costiere, del cielo solcato dalle nubi bianche. Compaiono edifici sulle colline ed imbarcazioni ormeggiate sulle rive, evidenziando il senso narrativo di questo dipinto. Il proscenio roccioso ove si svolge la rappresentazione descritto con attenzione dall'artista: rocce, arbusti, fronde verdeggianti, tronchi spezzati circoscrivono la nicchia in pietra a sinistra, ove collocata una scultura, retaggio dell'antichità classica. Qui compare la firma e la data dell'opera: F DAVIS 1754.

 La predica di Sant'Antonio da Padova ai pesci. Firmato e datato: F. Davis 1754. Olio su rame, cm.30x21

dipinto olio su tela raf. eruzione

 dipinto olio su tela raf. eruzione

Scuola Veneta del sec. XVII. Adorazione dei pastori. Olio su tela, cm 144 x 168

La tela qui esaminata raffigura i tre pastori adoranti intorno al Bambin Gesù: uno inginocchiato in primo piano, gli altri inchinati, con il cappello in mano. La scena assume un senso intimistico e sentimentale: essi non appaiono immersi nel paesaggio o recanti doni ma, al contrario, concentrati interamente intorno alla divina creatura. La stessa luce, concentrata al centro, assume una duplice valenza: una naturale di illuminazione dall'interno della scena, l'altra simbolica alludente alla luce divina. Dallo sfondo, volutamente scuro in questo notturno, compaiono solo i profili del bue e dell'asino, occhieggianti da dietro la mangiatoia in legno. Particolarmente dolce l'attitudine della Vergine: con una mano sostiene il capo del figlio e con l'altra ne scosta il velo per poterlo presentare sia ai pastori che agli spettatori. Il Bambin Gesù costituisce così il fulcro della rappresentazione: collocato al centro della scena, poggiato sulla mangiatoia di paglia, diviene emanazione luminosa della scena. I volti dei pastori risultano caratterizzati dai profili marcati mentre, quelli della Vergine e di Gesù Bambino risultano più dolci e morbidi. Virtuosistica la resa dei panneggi dalle falcate pieghe profonde, assai ricca la tavolozza cromatica, con colori caldi ed accesi. Lo stemma gentilizio collocato in evidenza in basso a sinistra, una volta identificato, porterebbe assai utili informazione circa la committenza del dipinto e la sua vicenda collezionistica, sicuramente legata ad un nobile casato. Lopera si sostanzia di un pacato naturalismo di matrice bassanesca, evidente nei pastori, negli animali e nei singoli brani di natura morta, come la paglia della culla o la trave in legno, in scorcio, in primo piano. Essa venne realizzata dunque in area veneta durante il XVII secolo, come testimoniato anche dalla ricchezza cromatica tipica di quella scuola. La certezza attribuzionistica potrebbe essere raggiunta attraverso degli esami radiografici in prossimit dello stemma ove, ancora illeggibile, compare la firma del pittore, circostanza assai rara nei dipinti antichi e che, una volta ancora, testimonia la rilevanza di questa grande tela.

 Scuola Veneta del sec. XVII. Adorazione dei pastori. Olio su tela, cm 144 x 168

Coppia di dipinti

 Coppia di dipinti

Matteo Stom ( 1643 - Verona 1702 ) "Battaglia Notturna"

Dipinto a ad olio su tela raffigurante "Battaglia Notturna". Il dipinto è in ottimo stato di consrvazione, è pubblicato dal Prof. Giancarlo Sestieri., Pugnae, La guerra nell'arte, Foligno 2008,pp.64-65,n27. Inoltre la tela si apparenta con stringente chiarezza con la "Battaglia notturna" delle Gallerie Fiorentine, recante sul retro la scritta "Opera di Matteo Stom veneto 1680", che è anch'essa incentrata sull'assedio di una città in preda alle fiamme. Misure: cm 95 X 130.

Bibliografia comparativa: M.Chairini,1989; G.Sestieri,1999.

 

 Matteo Stom ( 1643 - Verona 1702 )

Dipinto olio su tela raffigurante L'annunciazione

 Dipinto olio su tela raffigurante L'annunciazione

Dipinto gentiluomo

Dipinto raffigurante gentiluomo  Veneto metà '700

 Dipinto gentiluomo

Sacra Famiglia

DIpinto raffigurante Maria con Gesà e San Giovanni piccolo. Di provenienza veneta

 Sacra Famiglia

Natura morta

Dipinto olio su tela raffigurante natura morta, di provenienza fiamminga.

Siglato "J. R."

 Natura morta

Natura Morta "Vaso con fiori"

Dipinto olio su tela raffigurante natura morta "vaso con fiori" attribuito al pittore Napoletano Andrea Belvedere

 Natura Morta

Dipinto su vetro rappresentante San Francesco di Paola

Dipinto su vetro rappresentante San Francesco di Paola. Provenienza: Italia Meridionale Misure: altezza cm 49, larghezza cm 41

 Dipinto su vetro rappresentante San Francesco di Paola

Coppia di Dipinti raffiguranti fanciulli con frutta

Roma fine seicento e prima metà del settecento

 Coppia di Dipinti raffiguranti fanciulli con frutta

Abraham Brueghel - (Anversa 1631-Napoli1697) "Natura Morta"

Dipinto ad Olio su tela raffigurante "Natura Morta con pappagallo" - Ottimo stato di conservazione, cornice seicentesca in oro zecchino traforata. Il dipinto è firmato sul retro della tela originale. Misure: cm. 82 X 106

Perizia scritta Dott. Alberto Cottino

 Abraham Brueghel - (Anversa 1631-Napoli1697)

Apollonio Domenichini Maestro della Fondazione Langmatt - (Venezia 1715-c.-1770) "Veduta di Venezia"

Dipinto ad Olio su tela raffigurante " Veduta della piazzetta di San Marco con,sullo sfondo, l'isola di San Giorgio a Venezia" - Ottimo stato di conservazione, cornice veneta in oro zecchino coeva. Misure: cm 72 X 111

Perizia Scritta Prof.Filippo Pedrocco, Direttore Museo Cà Rezzonico - Venezia

 Apollonio Domenichini Maestro della Fondazione Langmatt - (Venezia 1715-c.-1770)

Veduta del Campo dei Santi Giovanni e Paolo - Veduta del Canal Grande con il Ponte di Rialto

GIOVANNI GRUBACS
(Venezia, 1830 – Pola, 1919)

Veduta del Campo dei Santi Giovanni e Paolo
Veduta del Canal Grande con il Ponte di Rialto


Coppia di oli su tela, cm 26x35


Le due raffinate, piccole vedute veneziane, databili alla metà dell’Ottocento, sono testimonianza rilevante dello stile di un pittore, la cui famiglia è di origine dalmata, all’epoca alquanto apprezzato presso l’Accademia di Belle Arti della città lagunare, alle cui mostre partecipò, quasi ad ogni rassegna, tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta.
La sua formazione quale vedutista, come risulta evidente anche nel nostro pendant, risente ancora dei moduli settecenteschi, da Canaletto a Guardi a Bison, filtrata però dai più aggiornati orientamenti di gusto in ambito veneziano, e soprattutto dall’acuto realismo e dal nascente, raffinato orientalismo di un Ippolito Caffi, ad anticipare l’immagine della città scaturita, più in là nel tempo, da Ruskin, Proust, Fortuny.
La vena sottilmente nostalgica del Grubacs è riconoscibile nella resa quasi evanescente e “filtrata” delle visioni, caratterizzate altresì da un moderno tono romantico e familiare che si accompagna a raffinati effetti di trasparenze cromatiche; la profondità delle ombre accresce la suggestione delle telette, esaltando peraltro il dinamismo, vivo e verosimile, delle piccole figure, caratterizzate da un tono più prosaico rispetto all’aulica tradizione del Settecento veneziano.

 

GIOVANNI GRUBACS

 Veduta del Campo dei Santi Giovanni e Paolo - Veduta del Canal Grande con il Ponte di Rialto

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